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Il consigliere di Sìamo lucca 

Di Vito: «Pisa è già in difficoltà Non prenderà i nostri malati»

G.P.
Di Vito: «Pisa è già in difficoltà Non prenderà i nostri malati»

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LUCCA

«Altro che appoggiarsi a Pisa, qui bisogna allestire alla svelta i posti di terapia intensiva al Campo di Marte altrimenti sarà peggio che a marzo». Il consigliere di Sìamo Lucca Alessandro Di Vito, medico del Pronto soccorso del San Luca, critica la gestione aziendale di fronte a questa seconda ondata di contagi. «Ho letto che l’azienda punta molto sul hospital Covid all’ex ospedale Santa Chiara per poter inviare dei malati – spiega Di Vito – Progetto inapplicabile, visto che Pisa è una delle zona più colpite dal virus e già ora ha quasi saturato i posti letto. Come al solito siamo in ritardo sul Campo di Marte: erano stati annunciati diversi posti letto di terapia intensiva alla palazzina O, quella delle vecchie malattie infettive ma ancora non sono utilizzati. Non c’è tempo da perdere perché finora Lucca ha accolto pazienti da diverse zone dell’area vasta dato che era uno dei pochi ospedali Covid aperti (ora aprirà anche il Versilia). Ma nei mesi estivi si è perso troppo tempo: quanto sta accadendo era prevedibile visto che i Paesi intorno a noi lo stavano già vivendo da qualche settimana. Si sarebbero dovuti preparare centinaia di posti di terapie intensive e invece siamo molto indietro».

A breve dovrebbero arrivare anche i container fuori dal pronto soccorso: sostituiranno il tendone che dal febbraio scorso si trova all’esterno della struttura e viene utilizzato per il pre-triage, serve cioè a individuare e incanalare i soggetti a rischio Covid in un percorso diverso e separato rispetto a quello dei pazienti ordinari del Pronto soccorso. «I container sarebbero dovuti essere già arrivati – spiega Di Vito – E poi mi domando: se il San Luca è davvero flessibile come dice l’azienda come mai c’è bisogno di questi container? A mio avviso sono la dimostrazione evidente di quanto sia inadeguato il nuovo ospedale, per questo occorre spostare la gestione dei Covid al Campo di Marte, dove sarebbe necessario portare anche un po’ di diagnostica. Se il San Luca torna a riempirsi di malati Covid si bloccano nuovamente attività ambulatoriali e chirurgiche e questo creerebbe un grave danno ai pazienti non Covid che hanno bisogno di curarsi e farsi visitare» —



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