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Lucca

la testimonianza 

La Bottega del Falaschi e Maggiano, bar e alimentari da oltre 150 anni

Gregorio Andreini
La Bottega del Falaschi e Maggiano, bar e alimentari da oltre 150 anni

Era il luogo in cui Tobino amava mangiare la zuppa e dove i dipendenti del manicomio facevano spesa

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LUCCA. Più di centocinquanta anni di vita per la Bottega del Falaschi, negozio di alimentari e bar che aveva tra i suoi clienti Mario Tobino, direttore del vicino ospedale psichiatrico di Maggiano e scrittore. La Bottega del Falaschi si trova a Santa Maria a Colle, poco distante dalle colline e dal castello di Nozzano. Un luogo amato e citato dallo stesso Tobino in alcuni dei suoi romanzi come “Le libere donne di Magliano” o “Per le antiche scale”. Ma anche frequentato da personaggi lucchesi del mondo dell’arte come il pittore Pier Paolo Pierucci. Oggi a condurre l’attività c’è Roberto Falaschi, 61 anni, con il fratello Vittorio, di 80.

È proprio quest’ultimo, sotto il dehors incorniciato dal glicine secolare, a raccontare la storia di questo esercizio, che per 64 anni ha guidato lui, in prima persona. «Quest’attività – racconta Vittorio Falaschi – fu aperta nell’Ottocento da nostro nonno Amerigo con nostra nonna Perfetta che si occupava della cucina. Fu poi nostra mamma Vittoria prima di noi a condurre l’attività. Dopo averla gestita in prima persona io ed aver iniziato da giovanissimo, adesso il proprietario è mio fratello Roberto più giovane di me di diciannove anni».

Da sempre la Bottega ha puntato sui prodotti locali, tipici, della Lucchesia o della Garfagnana e zone limitrofe. «Dagli affettati locali ai formaggi - elenca Vittorio Falaschi - alle acciughe, ai sottoli della casa, il tutto accompagnato da buon vino o da una caratteristica biadina Massagli lucchese. Questo è un luogo da sempre punto di riferimento per i cittadini delle nostre campagne, simile ad un emporio con alimentari e bar. Oggi sicuramente sarebbe molto più difficile aprirlo e gestirlo ex novo».

Il racconto di Vittorio Falaschi si sofferma poi sul vicino ex ospedale psichiatrico di Maggiano, chiuso da alcuni decenni, oggi luogo di interesse storico e di visita.

«Per molto tempo la nostra attività era il negozio al quale si rivolgevano i malati psichiatrici e i suoi dipendenti, era aperto anche di domenica. Mario Tobino , che l’ha ricordato nei suoi libri, attraversava i sentieri che lo dividevano dal manicomio e veniva personalmente qui a mangiare una zuppa o mandava talvolta qualcuno a farsi prendere del buon vino. Come però - aggiunge Falaschi - non ricordare anche il pittore Pier Paolo Pierucci scomparso nell’ottobre 2018 che negli ultimi anni della sua vita abbiamo avuto occasione di conoscere nella nostra Bottega».

I fratelli Falaschi si augurano di rimanere in salute per proseguire nella gestione dell’attività. «In campagna siamo come una famiglia, il posto è tranquillo. In futuro, è probabile che l’attività non avrà in famiglia chi la proseguirà visto che figli e nipoti sono impegnati in altri campi. Sarebbe un peccato ma intanto andiamo avanti colmi del grande affetto e degli apprezzamenti che ci tributano le persone del posto». —
 

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