Sicurezza
Le nozze d’oro di Elio con musica e corali «Cresciuto a pane e note, poi ecco il teatro»
Antichi dal 1970 dirige gruppi di voci, il primo quello parrocchiale nella chiesa di San Vito. Domenica la festa 50 anni dopo
la festa
rossella lucchesi
Il 18 ottobre 1970 era domenica e un ragazzino appena sedicenne, per la prima volta dirigeva il coro parrocchiale nella chiesa di San Vito. Si chiamava Elio Antichi e quello sarebbe stato il trampolino di lancio per una carriera di musicista che prosegue ancora oggi con successo. Ora quel ragazzino è un uomo maturo, ma l’entusiasmo e la passione per la musica sono gli stessi di allora. Per una curiosa coincidenza, anche il 18 ottobre di quest’anno sarà di domenica. Antichi avrebbe voluto festeggiare in pompa magna le sue nozze d’oro come maestro di corali, ma l’emergenza sanitaria lo ha costretto a rimandare. Però ha preparato il piano B e alla Messa delle 10 che sarà celebrata domenica 18 ottobre nella chiesa di Santa Maria Nera, farà sfoggio del suo talento da organista, suonando uno strumento antico nella cappella delle Nevi. Una storia ricca di soddisfazioni, quella di Elio Antichi che ripercorre le tappe più importanti della sua vita. «Sono cresciuto a pane e musica - spiega - questo mi ha aperto la strada per il teatro, permettendomi di collaborare con artisti importanti e mettere in scena commedie divertenti che hanno registrato il tutto esaurito». Però, il primo amore non si scorda mai, e quello per le corali è rimasto nel cuore di Antichi che domenica scorsa è stato riconfermato alla carica di delegato provinciale del consiglio regionale Cori della Toscana, di cui è membro da 21 anni. «Ho iniziato a cantare nel coro di San Vito a 10 anni, seguendo le orme di mio fratello Mario - prosegue - ma è grazie a don Vittorio Landucci e a Giuliano Petri, il mio primo maestro di coro, se sono riuscito a raggiungere i miei obiettivi. Il primo, 50 anni fa, mi gettò in pasto ai fedeli senza alcuna esperienza come direttore e dopo meno di un’ora di prove con i bambini: per fortuna andò tutto bene. L’altro, intuendo la mia passione per le sette note, mi regalò un libercolo di musica per imparare il pentagramma, poi mi indirizzò alla scuola diocesana che all’epoca era dalle suore in via Elisa, dove per 6 anni studiai con il Maestro d’organo Alessandro Sandretti». Elio aveva talento e nell’ultimo anno di corso come allievo cominciò a insegnare pianoforte ai ragazzi della stessa scuola. La sua creatura prediletta resta il concorso Gioviano master che per tre anni ha portato in Italia decine di allievi musicisti «che - dice - con maggiori sostegni sarebbe potuto diventare una sorta di Giffoni della musica sacra». Ma la passione per le corali era troppo forte e su queste volle concentrarsi, passando a dirigere contemporaneamente quelle di San Vito, Capannori e Monte San Quirico. Però con la passione non si campa e a casa Antichi c’era bisogno di lavorare: il capofamiglia era morto in un incidente stradale quando Elio aveva appena tre anni. All’indomani della licenza media iniziò in un autolavaggio, poi in una rivendita di pezzi di ricambio auto e a 16 anni fu impiegato in un mobilificio, dove lavorò per 9 anni, finché vinse il concorso di vigile urbano al Comune di Porcari. A 39 anni venne assunto come economo in tribunale e qui è rimasto fino alla pensione. Nel 1989 Antichi fonda il gruppo vocale “Il Baluardo” che porterà in giro per l’Europa oltre mille spettacoli, nato dalle ceneri del coro “In Cammino” creato otto anni prima insieme a Marco Cassini e alla pediatra Claudia Gandini, moglie di Elio che gli è sempre al fianco nelle sue avventure artistiche, calandosi più volte nei panni di attrice per recitare insieme al marito. —
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