Attenzione
Tentano il colpo al bancomat: arrestati
I carabinieri hanno colto sul fatto una banda di ladri specializzata nello svuotare gli sportelli automatici senza farli esplodere
LUCCA. Presi! Brillante operazione dei carabinieri del nucleo investigativo guidati dal capitano Sebastiano Maieli, che la notte scorsa hanno arrestato tre persone di nazionalità straniera, colte sul fatto mentre tentavano di svaligiare un bancomat nella Piana di Lucca. Secondo i militari si tratterebbe della banda che ha già colpito sul nostro territorio, precisamente lo scorso 23 settembre quando ignoti svuotarono l’Atm dell’ufficio postale di San Martino in Freddana. I tre arrestati sono attualmente in carcere e l’esito dell’operazione è già stato comunicato dai carabinieri al sostituto procuratore di turno, la dottoressa Sara Polino.
A tradire la banda sarebbe stato il suo stesso modus operandi: niente esplosioni, nessun uso dell’acetilene e neppure macchine o ruspe usate per divellere la cassa automatica. Tutti metodi che in passato abbiamo già visto applicare in Lucchesia ma ad opera di altri gruppi criminali. I tre malviventi arrestati l’altra notte, invece, sarebbero tipi dai modi discreti e silenziosi: si tratterebbe di esperti di informatica, hacker insomma, capaci di introdursi nel sistema di sorveglianza, neutralizzare l’allarme e portar via il denaro senza neppure far suonare la sirena. Il tutto praticando quattro semplici fori nello sportello automatico che probabilmente servono per collegarsi al software o a sfruttare una falla del sistema. Ma attenzione, questa tecnica risulta efficace solo su alcuni tipi di bancomat, in particolare quelli un po’ datati, che adottano alcuni uffici postali e istituti di credito. In particolare il Wincor2000xe, modello in passato installato un po’ ovunque in Italia e all’estero.
Ora risulta obsoleto e fragile dal punto di vista della cyber security. Era di questo tipo il bancomat dell’ufficio postale di San Martino in Freddana svaligiato la notte del 23 settembre: l’Atm si è aperto senza che il sistema antifurto collegato con le forze dell’ordine e gli istituti di vigilanza privata segnalasse anomalie di sorta. La sirena è rimasta muta e la gang ha potuto prelevare indisturbata il contante: circa 17mila euro. Soldi che i malviventi avrebbero caricato su un’auto poi scomparsa nel buio. Unico indizio i quattro forellini praticati nel bancomat. Non un caso isolato, bensì il terzo caso nell’arco di 72 ore. Segno che dietro c’era la stessa mano.
Gli sportelli di questo tipo, però, non sono molti e questo probabilmente è servito ai carabinieri del nucleo investigativo per mettersi sulle tracce della banda. Da qui l’arresto in flagranza della notte scorsa. Maggiori informazioni sull’operazione condotta dai militari del nucleo investigativo del capitano Maieli saranno diffusi in giornata.
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