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Lucca

Il presidente dell’ordine  

Medici alle prese con le vaccinazioni «Non possiamo fare pure i tamponi»

G.P.
Medici alle prese con le vaccinazioni «Non possiamo fare pure i tamponi»

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LUCCA

Sono giorni complicati per i medici di famiglia di Lucca. In questi giorni ha preso avvio la campagna di vaccinazione contro l’influenza e negli ambulatori c’è un via vai di persone. «Le richieste sono tante – spiega il dottor Umberto Quiriconi, presidente dell’Ordine –. Per evitare assembramenti in sala d’attesa abbiamo deciso di procedere su appuntamento. Il vaccino è disponibile gratuitamente ma solo per le i bambini da 0 a 6 anni, le persone che hanno almeno 60 anni, i malati cronici e alcune categorie di soggetti particolarmente esposti al rischio di prendere l’influenza. Solo a questi soggetti possiamo darlo. Tutti gli altri devono procurarselo in farmacia, dove purtroppo mi risulta che non ve ne siano molti disponibili».

La questione vaccini si aggiunge a quella dei tamponi: «Ora che i casi di positività stanno aumentando si fanno più tamponi e di conseguenza i tempi di attesa si allungano – spiega Quiriconi – Dal momento in cui avanziamo la richiesta di tampone per un paziente a quello in cui arriva il risultato passano anche dieci giorni. Un tempo lungo che chiaramente crea disagi».

Per cercare di velocizzare le procedure la Regione ha ordinato dei tamponi rapidi da laboratorio che danno il risultato. C’è poi l’ordine di una partita di test salivari ultrarapidi: esito in 20 minuti e possono essere processati sul posto, anche se hanno un’affidabilità assai inferiore. In questo quadro a Firenze si sta ragionando di coinvolgere direttamente i medici di famiglia in questa attività diagnostica, caricandoli del compito di eseguire test e tamponi: «Non ci tiriamo indietro ma non nascondo che ci sono grosse perplessità – spiega Quiriconi – Questa attività, di cui per ora si sta solo parlando, necessità di spazi ampi che molti ambulatori non hanno a disposizione e inoltre andrebbe a sommarsi alla campagna di vaccinazione che quest’anno ci impegna più che mai. C’è poi la questione di dispositivi di protezione adeguati che ancora non abbiamo». —



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