Zucchero nel serbatoio del trattore: ex candidato sindaco preso di mira
L'episodio in provincia di Lucca. Un dispetto molto costoso: motore da buttare e tanta rabbia
VAGLI SOTTO. Un dispetto, una vigliaccata, un episodio increscioso. È quello successo a Mario Giuseppe Coltelli, candidato a sindaco nelle elezioni amministrative del 2019 nel Comune di Vagli Sotto, e poi sconfitto per soli sedici voti dall’attuale sindaco Lodovici. Coltelli ha trovato dello zucchero nel serbatoio del carburante del suo motocoltivatore.
«Ho preso il trattore per caricare della legna da ardere – racconta Coltelli – ma fatti pochi chilometri il mezzo ha cominciato a mostrare problemi nel motore, una volta arrestato ho aperto il cofano motore e, con mio stupore e rabbia, nello stesso tempo, ho notato che nel serbatoio dell’olio motore, presumibilmente nella notte fra giovedì e venerdì, era stata buttata una sostanza di colore bianco che ho poi appurato essere zucchero. Il danno è ingente e si aggira attorno a diverse migliaia di euro, essendo rimasto danneggiato l’intero motore del mezzo. Ma sinceramente non mi interessa il danno economico, anche se pesante, quanto il danno morale. Un modo vigliacco di colpire una persona. Ormai sono due anni che sto subendo angherie di ogni genere».
Difficile risalire all’autore e alle ragioni di quanto accaduto. E quello che potrebbe benissimo essere “solo” uno scherzo stupido, fatto da qualcuno che non sapeva nemmeno di chi fosse quel trattorino. Il problema è che questo “scherzo” va a inserirsi in una realtà fatta di forti contrasti, e in un clima già pesante, con Coltelli protagonista di numerose diatribe con le varie amministrazioni comunali di Vagli, con un passaggio dalla maggioranza all’opposizione, addirittura nella veste di candidato sindaco, che ha riscaldato gli animi: «Sono finito nel mirino anche sul luogo di lavoro – spiega – fino al punto di dovermi licenziare. E attaccato anche sul piano familiare. L’amministrazione denunciò mia suocera, della veneranda età di ottantanove anni, per aver posizionato trentaquattro tavolette di perlinato in una legnaia che ho regolarmente rimosso. Ma io credo che le persone oneste e pulite non hanno niente da temere».
Ed ecco che, con questo clima di fondo, quell’atto vandalico si presta, nella lettura di Coltelli, a molte interpretazioni, compresa quella dell’avvertimento «di carattere intimidatorio».
«Il mio timore è solo uno – riprende Coltelli – che questo sia il primo avvertimento poi si passi a cose bene più gravi. Mi prendo la piena responsabilità della mia affermazione. Certamente questo non è scontro politico, scontro politico significa confrontarsi sui programmi, significa segnalare alle autorità competenti anomalie nei comportamenti assunti da pubblici amministratori, significa segnalare agli organi competenti eventuale sperpero di denaro pubblico, significa dialogare con la popolazione e considerarla tutta sullo stesso piano e altro ancora, ma non è certamente con atti intimidatori o addirittura con il passaggio alle vie di fatto che ci si confronta politicamente».
«Purtroppo Vagli – chiude Coltelli – aveva già vissuto in un clima di terrore negli anni Settanta, a causa di scontri con le aziende di escavazione del marmo non vorrei si tornasse a quei tempi, dove io ero solo un ragazzo ma che molti hanno vissuto con le lacrime agli occhi. Tutto questo non fermerà la mia ricerca di trasparenza, legalità e buon andamento, mi fermerò solo se me lo chiedessero le 337 persone che mi hanno votato nel 2019».
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