La manifestazione
Invalido civile e spacciatore: nello scaldabagno 55 grammi di coca
Arrestato dai carabinieri nella sua abitazione di San Marco patteggia due anni e gli vengono concessi i domiciliari
/ LUCCA
L’invalido civile si trasforma in pusher e occulta nello scaldabagno un sacchetto contenente 55 grammi di cocaina pronta per essere spacciata ai consumatori abituali. Nonostante il programma di disintossicazione e recupero a cui è sottoposto per due giorni alla settimana l’invalido non riesce proprio a staccarsi dagli stupefacenti. E nella tarda serata di lunedì i carabinieri del radiomobile lo hanno arrestano nuovamente con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. Finisce in manette Rosario Arcopinto, 55 anni, origini campane, ma da tempo residente in via Giovannetti a San Marco e già finito in manette nel 2016 e nel 2019. Senza un lavoro e con un figlio minore a carico l’uomo, nonostante i carichi pendenti che gravano su di lui, continua imperterrito nella sua attività di spaccio. Quel sospetto via vai di persone, quasi tutti consumatori abituali di stupefacenti e già segnalati dalla Prefettura, attiva i militari che decidono di eseguire un servizio mirato di controllo. E quando una donna lucchese di 45 esce dall’abitazione di Arcopinto ecco scattare il blitz dei militari. Che la perquisiscono e la trovano con un grammo di cocaina ceduto dal pusher ultracinquantenne.
Avvertito il sostituto procuratore Sara Polino, i, militari eseguono una perquisizione domiciliare a casa dello spacciatore. Lì, occultato nello scaldabagno, trovano il sacchetto di cellophane con 55 grammi di cocaina oltre a materiale atto al confezionamento e allo spaccio della droga.
Arcopinto viene subito arrestato e nei suoi confronti ieri mattina viene celebrato il processo con rito direttissimo. Il legale dell’imputato, avvocato Emanuele Giannotti, riesce ad ottenere dal giudice Alessandro Dal Torrione la derubricazione del reato che diventa uno spaccio di lieve entità. Rosario Arcopinto viene condannato a due anni di reclusione senza i benefici di legge e, vista la sua condizione di disagio, il giudice del dibattimento gli applica gli arresti domiciliari obbligandolo a seguire il percorso di recupero e disintossicazione già intrapresi con il rischio, in caso di mancato rispetto della prescrizione, della perdita del beneficio ottenuto e quindi con la possibilità di finire dietro le sbarre.
Arcopinto, da tempo disoccupato, era stato arrestato la prima volta nell’ottobre di quattro anni fa.
Nell’occasione i militari di Borgo Giannotti gli trovarono in casa nove dosi di cocaina già preparate per un totale di 4,30 grammi e una pistola lanciarazzi calibro 22 priva di matricola. Nell’aprile del 2019 invece, al termine di una perquisizione domiciliare, i carabinieri gli trovarono in casa cinque dosi di cocaina pronte per essere smerciate. —
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