Il Tirreno

Lucca

è originaria di sillano 

Maestre violente, per Sonia Ori chiesta la condanna a 5 anni

pietro barghigiani

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Non solo protagoniste e colpevoli di atti violenti sui bimbi. Sonia Ori e Donatella Castiglioni avevano creato, con contributi diversi ma univoci nelle intenzioni, un clima vessatorio nei confronti dei piccoli iscritti all’asilo del Cep. Un comportamento ripetuto nel tempo e ritenuto fuori controllo dalla Procura che ieri pomeriggio con il pm Aldo Mantovani ha chiesto una condanna a 5 anni per Ori e a due e mezzo per la collega Castiglioni. L’accusa è di maltrattamenti aggravati sui bambini. Iniziata nel primo pomeriggio e conclusa intorno alle sei, l’udienza ha impegnato il pubblico ministero nella sua requisitoria davanti al giudice Beatrice Dani. In aula anche le due imputate, sempre presenti nel corso del processo. Il pm ha ripercorso fatti e contesti delineando per le due maestre le ripetute condotte violente, soprattutto Ori, con botte e urla contro i bimbi. E ha tratteggiato anche l’ambiente tutt’altro che sereno in cui i piccini erano costretti a stare. Dopo l’intervento del pm hanno preso la parola le parti civili con lo stuolo di legali in rappresentanza dei genitori: Carlo Porcaro D'Ambrosio, Andrea e Antonio Cariello, Michela Luperini, Ilaria Meacci, Alessandro Niccoli, Gabriele Marroni, Marco Pucci e Federica Ciardelli. Tutti si sono associati alle conclusioni della pubblica accusa. Nell’udienza di metà settembre Ori, 60 anni, originaria di Sillano, residente a Pisa, aveva ammesso di aver sbagliato per gli episodi in cui i video non lasciano margini di interpretazione. Ma aveva rivendicato una forma di correttezza nell’educazione, anche se rigida, per altri passaggi più sfumati nelle sequenze filmate nell’asilo del Cep alla fine del 2015. Sono 107 gli episodi contestati a Ori, 8 alla collega Castiglioni, 63 anni, di Marina di Pisa, che in lacrime aveva chiesto scusa dicendo di non aver avuto la forza di fermare Ori. Per oltre un mese a fine 2015 i carabinieri avevano filmato quello che accadeva nell’asilo del Cep. «Ho sbagliato, ma non sono un mostro. Ci sono comportamenti ed errori incontrovertibili – aveva dichiarato Ori –. E di questo mi scuso, per quanto le scuse lasciano il tempo che trovano». E che in parte contribuivano a una condizione di stress poi riversata sui bimbi. «Non ho mai avuto momenti di difficoltà sul lavoro – aveva spiegato Ori –. Almeno in modo consapevole. Per i fatti in questione non ho avuto gli strumenti per rendermi conto che ero in difficoltà. Ho sbagliato per il comportamento tenuto. Non ho avuto la consapevolezza di poter danneggiare i bimbi». Prossima udienza il 30 con la parola ai difensori, gli avvocati Alessandra Papineschi, Stefano Del Corso e Giuliano Giambartolomei. —



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