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Cgil Lucca: «Tutti i nostri dubbi sulla vendita del Tirreno»

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La Cgil di Lucca si unisce al coro di voci che condanna la scelta del gruppo editoriale Gedi di vendere quattro dei propri quotidiani locali, Il Tirreno, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara, a una cordata di imprenditori riunita sotto la società Sapere Aude Editori, costituita a luglio e guidata da Alberto Leonardis. «La notizia, arrivata come un fulmine a ciel sereno - spiega la Cgil - è trapelata quando le trattative si trovavano già in stato avanzato, rivelando l’intento di mantenere la manovra segreta anche ai comitati di redazione coinvolti, lasciati senza alcun tipo di garanzia riguardo al futuro del proprio lavoro. Lo scopo sarebbe quello di mantenere la percentuale delle copie di quotidiani vendute da Gedi sul territorio nazionale sotto al 20%, rimanendo in questo modo sotto la soglia stabilita dall’antitrust. Ma è l’inesperienza del neonato gruppo imprenditoriale nel settore dell’editoria, lamentano le redazioni in questione, a rappresentare uno dei fattori che maggiormente danno da pensare per quanto riguarda la gestione a lungo termine delle quattro testate ex Finegil, che temono una svendita dell’informazione locale di qualità. Dello stesso parere è anche la Cgil provinciale, che vuole esprimere la propria solidarietà alla redazione del “Tirreno”, una testata che negli anni ha servito egregiamente il territorio lucchese, diffondendo un’informazione accurata e attenta alle particolarità locali, e con cui il sindacato ha instaurato una proficua collaborazione per la diffusione di notizie riguardanti tematiche sociali e legate al mondo del lavoro, messa ora in pericolo dalle incertezze derivanti dalla separazione dal gruppo editoriale più grande d’Italia. L’eventuale scomparsa/ridimensionamento di questo quotidiano rappresenterebbe una perdita incalcolabile per quanto riguarda la pluralità di voci del sistema di informazione, che è uno dei principali indici della sua qualità. La seconda preoccupazione della Cgil Lucca è legata al suo ruolo istituzionale di tutela dei lavoratori, con i posti di lavoro di numerosi giornalisti, poligrafici e dirigenti di redazione messi in pericolo dalla totale mancanza di certezze insita nelle modalità con cui la cessione delle testate è stata portata avanti fino ad ora, a maggior ragione trattandosi di un periodo infelice anche sul versante occupazionale».

Sulla questione è intervenuta anche Federconsumatori Toscana: «La vendita di un giornale - sice il segretario regionale Massimo Falorni - è un fatto che riguarda tutti, Il Tirreno è una testata che offre preziose informazioni sia nazionali, sia locali che sono, per chi come noi si occupa di consumerismo, un punto fermo nel rapporto con i cittadini. Federconsumatori Toscana è al fianco dei giornalisti e dei poligrafici del Il Tirreno , a loro va la nostra solidarietà attiva, saremo con loro in tutte le iniziative che promuoveranno in difesa del loro e nostro giornale». —

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