Il Tirreno

Lucca

ambiente 

In 400 in piazza per il sesto sciopero per il clima

F.S.
In 400 in piazza per il sesto sciopero per il clima

Presidio e flashmob ieri mattina davanti a Palazzo Ducale. Soddisfatti gli organizzatori: «I ragazzi erano molto interessati»

2 MINUTI DI LETTURA





lucca

Si sono ritrovati in piazza Napoleone per ribadire che non c’è più tempo: la salvaguardia del pianeta dev’essere una priorità. Erano in 400, secondo i numeri forniti dagli organizzatori di Fridays For Future ed Earth Strike Lucca, gli studenti che ieri mattina hanno partecipato al sesto sciopero per il clima, il primo durante questo periodo di epidemia da Covid-19. Dopo un’assenza dalle piazze, dovuta all’emergenza sanitaria, i “ragazzi di Greta” si sono dati appuntamento per un incontro che si è svolto in maniera ordinata e che ha visto, fra gli altri, la partecipazione del professor Matteo Villa, docente di Sociologia economica dell’Università di Pisa e di Rossano Rossi, segretario generale della Cgil di Lucca. «Siamo molto soddisfatti di come è andata - spiega Simone Bertolucci, 23 anni, membro di Earth Strike Lucca - i ragazzi che hanno partecipato erano molto interessati. Il distanziamento è stato rispettato e aver portato in piazza 400 persone è davvero un ottimo risultato. Se fossimo stati molti di più, come negli scioperi precedenti, avremmo dovuto mandare via dei ragazzi: sarebbe stato difficile tenere sotto controllo la situazione». Dopo i vari interventi, nei quali è stato rimarcato quanto sia importante rispettare la biodiversità anche per evitare pandemie come quella che stiamo vivendo, c’è stato un flashmob. Una cinquantina di ragazzi in piedi hanno sollevato dei cartelloni verdi mentre tutti gli altri stavano seduti intorno. «Rappresentavano la quantità di specie animali e vegetali che si trovava sulla Terra nel 1900 - spiega Bertolucci - poi 14 di questi cartelloni sono diventati neri per rappresentare che, andando avanti di un secolo, un terzo delle specie animali e vegetali sono scomparse. Poi abbiamo mandato avanti il tempo fino al 2050 quando è previsto che il 50% delle specie animali e vegetali si siano estinte e i cartelli neri sono aumentati ancora. La biodiversità è una barriera per le pandemie e della crisi climatica dobbiamo parlarne ancora. Il problema è che manca una lungimiranza, una visione che vada oltre quest’anno. E invece sarebbe importante avercela». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa