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Nessuna speranza per il tiglio sugli spalti Il Comune: «Dovrà essere abbattuto»

«Impossibile costruire una struttura per sostenerlo». Sul web una mobilitazione contro il taglio della pianta

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Il grande tiglio sugli spalti delle Mura, davanti alla stazione, dovrà essere abbattuto. Per il Comune, infatti,non ci sono gli estremi nemmeno per realizzare una sorta di “impalcatura” che consenta di mettere in sicurezza la pianta, che da qualche settimana è stata transennata.

La precisazione di Palazzo Orsetti arriva dopo che su Facebook era nato un movimento che chiedeva appunto soluzioni alternative all’abbattimento. A coagularlo intorno a un post che - a ieri sera - ha raggiunto le 5.000 condivisioni è stato il commercialista Giorgio Lazzarini, figlio dell’ex sindaco Giulio.

Il Comune, da parte sua, ricorda che «come evidenziato dalle tomografie il fusto dell'albero è completamente cavo per l'azione profonda di una carie che non risparmia nemmeno i rami principali rendendo la grande pianta notevolmente fragile».

La situazione è stata confermata dalla perizia dell'agronoma Irene Benvenuti, che ha classificao l’esemplare nelle categorie più alte di rischio che, in virtù della collocazione in un punto di intenso passaggio, sia veicolare che pedonale, «lo rendono assolutamente non compatibile con la sicurezza pubblica. Per effetto del vento i grandi rami possono creare forze di torsione in grado di provocare il distacco all'attaccatura con il tronco degli stessi o addirittura la rottura del fusto. Per questo motivo, acquisita la perizia tecnica, il Comune ha deciso di estendere e rafforzare già da domani (oggi per chi legge, ndr) la transennatura di sicurezza intorno all'esemplare malato».

Il Comune spiega di aver valutato con tecnici specializati la possibilità di operare un intervento di consolidamento dell'albero. Intervento poi per quattro motivi: l'impossibilità di ridurre i rischi di incidenti a un livello accettabile, la necessità di mantenere comunque la chiusura con transenne, l'impatto dimensionale e visivo che tale intevento comporterebbe, l'irreversibilità della patologia che sta conducendo a morte la pianta. «L'unica proposta ipotizzabile di consolidamento prevederebbe infatti la costruzione di una sorta di enorme gabbia metallica piramidale in grado di sorreggere con cavi di sicurezza il peso dei singoli rami, in caso di rottura o scosciamento, ma anche di sorreggere dell'intera chioma dell'albero in caso di collasso del fusto. Come già detto, anche con questa struttura, eretta con calcoli ingegneristici, pur riducendosi le possibilità di danno a cose o persone, nessuno sarebbe comunque in grado certificare che il distacco di una delle pesanti branche – se pure assicurate con cavi alla piramide – non travolgerebbe comunque i passanti. La zona dovrebbe quindi restare transennata e interdetta».

Il Comune di Lucca assicura di voler accelerare i tempi della sostituzione dell'esemplare con un nuovo tiglio di età e dimensioni grandi, e chiederà alla Soprintendenza un'autorizzazione paesaggistica per l'impianto del nuovo albero negli spalti delle Mura, in un punto più arretrato e libero rispetto alla posizione dell'albero malato, per consentira alla nuova pianta di crescere meglio. —

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