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amministrative 2022 

La sfida di Fiorenzo Recchia «Dall’Olanda per fare il sindaco»

emanuela ambrogi
La sfida di Fiorenzo Recchia «Dall’Olanda per fare il sindaco»

Ha 55 anni ed è tornato a Bagni di Lucca a gennaio dopo essere emigrato con i genitori quando era bambino: «Bisogna puntare su turismo e commercio»

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bagni di lucca

Punta a candidarsi a sindaco di Bagni di Lucca Fiorenzo Recchia, 55 anni, laureato in Relazioni internazionali ed Economia dello sviluppo. Parla cinque lingue e da gennaio è rientrato da Amsterdam, dove era emigrato da bambino con i genitori che avevano raggiunto i nonni, gelatai in Olanda dal 1928. Da bambino aveva trascorso alcuni anni tra Benabbio, paese di origine, e l'Olanda. Prioprio a Benabbio ha frequentato tre anni di scuola elementare, ma poi ha studiato in Olanda dove ha lavorato nel settore del marketing. Convinto che la “sua” Bagni di Lucca debba e possa essere rilanciata puntando soprattutto sul turismo e la promozione, Recchia sta formando un gruppo per candidarsi a capo della sua lista civica, fuori dai partiti, alle amministrative del 2022. Ad affiancarlo in questo progetto c’è Guglielmo Bertolini (anche lui di Benabbio, e pure lui emigrato per lavoro in Olanda, da dove era tornato una ventina di anni fa). La lista ha già un nome, “L'Alternativa”. Recchia sostiene di avere le carte in regola per mettere in piedi una squadra che possa portare innovazioni e cambiamento in una cittadina con un potenziale elevato, ma non abbastanza pubblicizzato e organizzato come si dovrebbe. È attivo da settimane sul web, dove si rapporta con le persone e illustra le sue idee. «La musica deve cambiare, non solo il maestro - dice -. Bagni di Lucca ha delle potenzialità. Bisogna smettere di pensare all'industria e all'artigianato: le industrie sono sul Fondovalle. È il momento di puntare e sul turismo e sulle terme. Ho lavorato molti anni nel campo del turismo e del marketing e adesso mi occupo di consulenze di mercato. Le idee ci sono e il gruppo sta crescendo velocemente».

Per quale motivo vuole candidarsi come sindaco?

«Quando sono rientrato ho trovato un paese completamente diverso da quello che avevo lasciato. Ricordavo la centrale via Umberto piena di negozi, quasi come le principali città italiane ed estere, invece ho trovato tante attività chiuse. Credo molto in questo territorio e penso di poter fare qualcosa di buono e innovativo per il rilancio del turismo e del commercio».

Con quali forze politiche?

«Con nessuna, assolutamente. Il mio gruppo sosterrà il pragmatismo, i problemi devono essere affrontati con senso pratico, bisogna muoversi e decidere senza lamentarsi di continuo. Bisogna pensare in termini risolutivi lasciando da parte le vecchie diatribe, con occhio distaccato i problemi vanno risolti. Cerco persone che abbiano amore per il territorio, volontà e voglia di fare. Ognuno avrà certamente la sua idea di partito, ma questa dovrà restare fuori dal gruppo. Penso già a una squadra formata al 50% da uomini e per l'altro 50% da donne. Il vicesindaco sarà una donna. Occorrerà fare un team per la ricerca dei finanziamenti. Bisogna muoversi, e se occorre andare a Roma e anche a Bruxelles per chiedere e avere i soldi».

Chi pensa che la sosterrebbe?

«Tutti. Ci sono già state diverse persone che mi hanno cercato e fermato per strada. Ho intenzione di parlare con la gente che abita nelle frazioni, con i giovani. Occorrono tanti giovani e persone con professionalità. Abbiamo bisogno di tutti e ascoltiamo tutti, senza alcuna differenza. Molte persone hanno una visione più ampia rispetto a quella di adesso, le cose possono cambiare».

Cinque cose che farebbe subito e con quali risorse.

«Turismo, digitalizzazione, lotta alla burocrazia, team per i finanziamenti e coinvolgimento del paese. Abbiamo tutto per fare presa sugli stranieri. Io li conosco e so cosa cercano: verde, tranquillità, colline, cibo buono, vecchi borghi. Bisogna fare leva su questo patrimonio e attivare una buona promozione a livello nazionale e internazionale. Le tradizioni devono restare, ma c'è bisogno di novità, di una forma diversa di richiamo sul territorio».

Cosa intende per digitalizzazione?

«Intendo la possibilità di incrementare il lavoro per i giovani da casa, per evitare il pendolarismo, restando sul terriotorio. Se le persone restano a Bagni di Lucca il calo demografico si può fermare e possono crescere invece l'indotto locale e le fonti di reddito. La burocrazia va snellita. Ci sono regole che non si possono cambiare, è però possibile andare incontro alle richieste degli utenti, dei commercianti, delle persone che lavorano evitando più appuntamenti . Tante pratiche potrebbero essere evase col computer, via Internet».

Come finanzierà la campagna elettorale?

« Faremo tutto da soli, con le nostre individuali risorse e con l'aiuto del web. Non ci saranno partiti quindi saranno tutti gli sforzi individuali a fare la grande risorsa collettiva».—



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