Sicurezza
Sciopero per l'ambiente, i ragazzi tornano in piazza: «La lotta per il clima è ancora una priorità»
L'appuntamento è per venerdì 9 ottobre in piazza Napoleone dove si svolgerà l'incontro organizzato da Fridays for Future ed EarthStrike: «Siamo apartitici ma la politica deve ascoltarci»
LUCCA. Venerdì 9 ottobre scenderanno in piazza per il sesto sciopero per il clima. Con i loro striscioni, con i loro colori si incontreranno in piazza Napoleone per un presidio e un flashmob che andrà in scena anche in tante altre città italiane. Sono i ragazzi di Fridays For Future ed Earth Strike Lucca, due movimenti nati un anno e mezzo fa che insieme portano avanti la lotta contro i cambiamenti climatici. Dimezzare le emissioni di anidride carbonica entro il 2030, evitare che la temperatura media globale continui a salire: sono solo alcuni degli obiettivi che secondo i due movimenti è necessario raggiungere il prima possibile se si vuole evitare che l’ambiente nel quale viviamo diventi sempre più invivibile.
Tra gli organizzatori dello sciopero, che sarà dedicato a quelli che sono gli effetti della continua distruzione dell’ambiente, pandemia da Covid-19 compresa, c’è anche Giorgio De Girolamo, 18enne lucchese che fa parte di Fridays For Future. Fino a giovedì mattina era fuori dalle scuole a fare volantinaggio, a parlare con i ragazzi di questo ennesimo “appuntamento col pianeta”: l’obiettivo è portare in piazza Napoleone qualche centinaio di persone. «All’organizzazione di questo sciopero lavoriamo da settimane - spiega - visto il momento che stiamo vivendo, con una pandemia in corso, non ci sarà il corteo ma un presidio in piazza Napoleone nel rispetto del distanziamento, che si concluderà con un flashmob che cercheremo di fotografare dall’alto. Abbiamo lavorato nelle scuole e sui social per sensibilizzare e spargere la voce su questo sciopero anche perché a livello mediatico, complice l’emergenza sanitaria, c’è stato un po’ di calo di copertura».
E mentre Greta Thunberg, attivista svedese diventata il simbolo della lotta contro il cambiamento climatico, come dice De Girolamo «giustamente è tornata a scuola», il movimento va avanti. «Greta ha fatto un anno in cui si è dedicata anima e corpo alla causa - aggiunge - ma il messaggio che portiamo avanti è che per un giorno siamo i protagonisti ma poi ognuno di noi continua la sua vita, torna a scuola appunto. Non ci deve essere inversione di ruoli: non siamo noi le persone deputate a risolvere i problemi». Ma qual è il rapporto fra crisi climatica e pandemia? Secondo De Girolamo durante il periodo di lockdown qualche miglioramento sulle emissioni c’era stato. «La pandemia - dice - ci ha fatto capire che fermando tutto è possibile ottenere risultati positivi. C’è stato un calo di parecchi punti percentuali dei tassi inquinanti ma con la ripartenza tanti obiettivi raggiunti si sono persi. A livello europeo si vanta un calo delle emissioni ma è un miglioramento fittizio perché molti comparti sono stati delocalizzati. Dobbiamo fare qualcosa in più per permettere ai Paesi che sono più indietro di compensare lo sviluppo: la giustizia sociale va di pari passo con la giustizia ambientale e questo non è uno slogan. La crisi climatica porta con se la crisi del lavoro: salviamo l’ambiente o l’occupazione? Dobbiamo porci l’obiettivo di salvare entrambi». Ed è qui che De Girolamo ritiene che debba entrare in gioco la politica. «Ci vuole un ascolto da parte della politica - spiega - noi siamo un movimento apartitico e ci rivolgiamo soprattutto all’Unione Europea perché è a quel livello che si può cambiare qualcosa. Ciascun individuo come del resto le istituzioni locali possono arrivare fino a un certo punto». Per quanto riguarda poi il poco successo che i “partiti verdi” riscuotono in Italia De Girolamo dà una sua lettura. «Per i verdi manca un po’ l’apertura ai giovani - conclude - e poi c’è la percezione che un partito ecologista abbia poca capacità di andare oltre l’ambiente. Credo però che tanti elettori si aspettino comunque la presa in carica di questo tema da parte di un partito non per forza nato ad hoc». —
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