Gioco
Sindaci, società civile e politici preoccupati per il futuro del Tirreno
Tambellini: «Chiedo chiarezza» Menesini: «La Toscana ha bisogno di questa voce» Baccelli: «Risorsa da difendere nella sua integrità»
lucca
Tante espressioni di solidarietà da sindaci, politici ed esponenti della società civile (che ringraziamo) per noi giornalisti del Tirreno, coinvolti nella delicata vicenda che vede la proprietà, il gruppo Gedi, intenzionata a cedere il nostro giornale e altre tre testate ex Finegil (Gazzette di Mantova, di Reggio, di Ferrara).
«La notizia della probabile vendita de Il Tirreno mi sorprende e preoccupa. Mi preoccupa per la salvaguardia occupazionale, quasi sempre a rischio in queste occasioni, e per tutto ciò che significa Il Tirreno in questa regione», scrive Stefano Baccelli, esponente Pd e coordinatore della campagna elettorale di Eugenio Giani. «Non solo un autorevole mezzo di informazione ma un protagonista del dibattito pubblico - continua- del confronto spesso acceso con la politica a tutti i livelli e in tutte le direzioni, dell’attenzione quotidiana al benessere economico e sociale dei toscani. Una risorsa irrinunciabile nella formazione dell’opinione pubblica che dobbiamo difendere nella sua identità ed integrità».
«Il Gruppo Gedi ha deciso di mettere in vendita lo storico quotidiano Il Tirreno - interviene il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini -. In un periodo difficile per l'editoria, per la pluralità e la libertà dell'informazione questa notizia lascia profondamente turbati. Penso ai giornalisti e a tutti i lavoratori della testata. Chiedo alla proprietà del giornale chiarezza e un progetto che garantisca la continuità di un'impresa che capillarmente dà voce, confronto e informazione alle nostre città e ai nostri territori». Accanto a Tambellini, l’assessore di Lucca Francesco Raspini. «Condivido la preoccupazione del sindaco per la notizia della trattativa segreta condotta da Gedi per la vendita de Il Tirreno, portata avanti senza coinvolgere nè la struttura editoriale nè i sindacati interni. Il destino di uno dei principali organi di informazione toscani, la sorte dei lavoratori della testata, non è solo affare degli Agnelli che, dopo aver acquistato il gruppo Gedi, ne vogliono apparentemente smantellare il radicamento territoriale. Capire se chi acquista ha altri interessi oltre a quelli editoriali, se ha le capacità imprenditoriali per affrontare un momento critico per tutta la stampa, se ha a cuore o meno la continuità di questa storica testata è questione di interesse per l’opinione pubblica che ha a cuore la libera informazione». Deciso l’intervento di Luca Menesini, sindaco di Capannori e presidente della Provincia. «Sono preoccupato per la situazione che riguarda Il Tirreno, giornale storico in Toscana - dice -. Preoccupato anzitutto per i posti di lavoro: devono assolutamente essere garantiti. Questo è fondamentale per il giornale, per la sua qualità e libertà nell'informazione. Conosco i giornalisti delle redazioni di Lucca e Viareggio e fanno un lavoro straordinario, ogni giorno, per raccontare la cronaca, la politica, le curiosità dei nostri territori. Alzo la voce per difendere questi professionisti e questa testata, perché la Toscana ha bisogno di un Tirreno libero e qualificato». «Da tanti anni, leggere Il Tirreno è una delle primissime cose che faccio ogni mattina. Solidarietà ai giornalisti in questo momento difficile», sono le parole di Francesco Cecchetti, assessore di Capannori. Solidarietà e preoccupazione anche dall’editore Andrea Giannasi. «Seguire le vicende del Tirreno, in bilico tra cordate e dismissioni di gruppi editoriali, mi crea malessere. E non si tratta solo del rischio di perdere un giornale che in Toscana ha fatto la storia, ma dell'insieme delle professionalità e dell'idea concreta che abbiamo del connubio tra libertà e giornalismo. Stiamo vicini al giornale». «Sono della generazione che ha conosciuto anche il Telegrafo e poi per decenni il Tirreno. Solidarietà a tutti i lavoratori e le lavoratrici», commenta Eugenio Baronti. —
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