Sicurezza
«La fucilarono e fu lasciata lì come testimonianza»
Pubblichiamo, con l’autorizzazione dell’autrice, un passaggio da “In quel tempo bastava molto meno. Leila Farnocchia”: quello degli ultimi istanti di vita di Leila.
«Un colpo fortissimo sulle spalle la riportò dolorosamente alla realtà. si sentiì sollevare da due mani d’acciaio e trascinare fuori. Non ce la faceva nemmeno ad aprire gli occhi incrostati dal sangue che ormai rinsecchito li aveva come sigillati.Qualcuno l’afferrò per i capelli, la spingeva con qualcosa di metallico e si ritrovò a camminare. Dove la portavano? Sentì che c’era qualcuno dietro di lei, ne avvertiva il respiro pesante ma chiunque fosse non parlava. Si sentì prendere da un’anomala euforia, leggera stava scendendo verso Camaiore, aveva appena imboccato il lungo viale ombroso, poi puù niente, la terra umida l’accolse pietosa e rimase lì per giorni, un piccolo corpo scomposto e coperto del proprio sangue. L’avevano trascinata in un campo vicino al carcere scuola in località Baggioni, la fucilarono e fu lasciata lì a testimonianza per chiunque si fosse avvicinato di come fosse pericoloso mettersi contro ai nazisti».
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