Sicurezza
«Depositata istanza di riesame con la riserva dei motivi»
LUCCA
Non ha perso tempo l’avvocato Federico Corti, legale di Giovanni Martini indagato per il disturbo della quiete pubblica legato ai decibel elevati provenienti dal suo locale, nel tentativo di ottenere in tempi celeri il dissequestro dell’esercizio commerciale. «Ogni giorno che passa - dice il legale - il danno economico aumenta. Non ho perso tempo. E già ieri mattina ho depositato in cancelleria l’istanza di Riesame con riserva dei motivi di sequestro preventivo». Un modo per accelerare al massimo i tempi d’udienza e avere rapidamente una data per la decisione del tribunale dei diritti reali (sulle cose) che verrà presa dall’organo collegiale locale. «Venerdì conto di avere le carte e leggermi tutti gli atti. – prosegue - Adesso, sinceramente, è prematuro fare valutazioni di sorta. Certo è che il tempo ingigantisce i problemi, anche di natura economica, per il mio assistito che si vede privare della sua attività economica. Mi auguro che nei primi giorni della prossima settimana il collegio dei diritti sulle cose si riunisca. Ci difenderemo sul punto». Di più il legale non può e non vuol dire. Certo è che il sequestro preventivo non ha una scadenza e, se il tribunale del Riesame lucchese non annulla il provvedimento del gip, il bar Monica rischia di restare chiuso per diverso tempo.
Ieri mattina Giovanni Martini - accusato in pratica di disturbo acustico - aveva affisso su tutte le vetrage del locale un volantino che recitava: «La proprietà ci tiene a precisare che il provvedimento di chiusura è derivato esclusivamente da una indagine relativa ad un presunto reato di disturbo della quiete pubblica». Un modo per sottolineare, specie per le persone che frequentano il bar o per i passanti, che la chiusura provvisoria è dettata solo ed esclusivamente dalle conseguenze dell’articolo 659 del codice penale. —
L.T.
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