La manifestazione
Chiuso l’asilo, chiude anche il gruppo feste
L’annuncio scuote Sant’Alessio. I volontari, molto attivi, organizzavano eventi per ricavare fondi da destinare alla scuola
lucca
Il Gruppo Feste di Sant’Alessio chiude. È stato l’anima della frazione collinare lucchese per almeno cinque anni, coinvolgendo un nutrito gruppo di persone, almeno una ventina nell’ultimo periodo, tra chi ha potuto dedicarvisi di più e chi meno. Ha organizzato numerosissime feste - dal super tombolone alla festa del maiale, dalla fiera di beneficenza alla festa della birra e agli eventi per il Natale -, sempre con l’obiettivo di mettere insieme risorse da destinare alla scuola dell’infanzia parrocchiale del posto, la “Mater Boni Consilii” inaugurata nel 1927 , alla quale per decenni si era dedicato con tanta dedizione anche don Samuele Tognarelli, parroco di Sant’Alessio morto a gennaio 2020 a 93 anni.
L’annuncio della chiusura arriva dallo stesso gruppo attraverso la sua pagina Facebook ufficiale: da quando è uscito, a Sant’Alessio non si parla d’altro. Un annuncio velato di amarezza per un grande impegno che si interrompe per un motivo principale: la chiusura a sua volta della scuola dell’infanzia paesana, un punto di riferimento per la comunità locale, «struttura alla quale con gioia ed entusiasmo avevamo destinato i proventi delle nostre feste. L’elenco degli interventi fatti sarebbe troppo lungo da ricordare», si aggiunge. Nuove porte, un nuovo frigo, i giochini per il giardino dei bimbi, nuovi tavolini e sedie per l’attività didattica sono solo alcuni degli interventi che il gruppo ha realizzato negli anni per migliorare l’asilo; ma anche devoluzioni a favore dell’ospedale Meyer.
«L’impressione è che non si sia tentato di fare tutto il possibile e l’impossibile per mantenere in vita questa importante struttura - viene ancora spiegato dal gruppo su Facebook - uno dei pochi centri di aggregazione del paese e stimolo propulsore per le attività del gruppo feste». L’allusione alla Mater Boni Consilii è evidente e piena di rammarico. La scuola non ha potuto continuare la sua attività: per i bimbi del posto, i genitori hanno dovuto scegliere altre scuole per l’infanzia.
Il gruppo fa sapere che «il fondo cassa residuo sarà diviso tra associazioni che come noi utilizzeranno le risorse direttamente e interamente per interventi concreti». E al contempo si coglie l’occasione per ringraziare «tutti gli esercizi commerciali che ci hanno supportato» ma anche le persone che hanno partecipato alle iniziative e tutti i volontari che hanno impiegato molto del loro tempo per il gruppo. «Abbiamo ricevuto piùdi quello che abbiamo dato. È stato bello», è la triste conclusione. —
bARBARA aNTONI
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