Gioco
Pirogassificatore: dal Tar un round per Kme
Bocciata la delibera con cui il Comune di Barga dava chiarimenti alla Regione per decidere sull’impianto, l’amministrazione impugnerà la sentenza
BARGA. Round per la Kme nella battaglia di carte bollate che gira attorno alla realizzazione o meno del pirogassificatore. E in questo round è il Tar a dare ragione all’azienda, accogliendo il ricorso presentato contro il Comune di Barga, per chiedere l’annullamento di una delibera del consiglio comunale. La delibera – dell’aprile 2019 – serviva a dare un’interpretazione del piano strutturale, in modo da fornire elementi alla Regione, chiamata – attraverso la conferenza dei servizi – a dire sì o no all’impianto di Kme. E anche sulla base di quella delibera di consiglio comunale (dove venivano analizzate una serie di questioni tecniche su destinazione d’uso dell’area, “invarianti strutturali” e così via), la Conferenza dei servizi della Regione Toscana aveva detto no, lo scorso luglio, all’impianto. Però, e qui sta la novità arrivata dal tribunale amministrativo, quella delibera del Comune di Barga è da considerarsi illegittima, accogliendo il ricorso di Kme.
Nella sentenza del Tar del 22 settembre, depositata lunedì, si legge, tra le altre cose che «sono evidenti i vizi denunciati di eccesso di potere per contradditorietà, sviamento, disparità di trattamento, lesione dell’affidamento che affliggono la delibera del consiglio comunale, nonché l’arbitrarietà della perimetrazione dell’area come invariante strutturale di valenza ambientale. È evidente infatti che l’attività posta in essere dal Comune esuli dai limiti dell’attività interpretativa per concretizzare, invece, un’illegittima attività novativa delle fonti, diretta a creare, in aperta violazione dei suddetti principi, una regola apposita per il procedimento autorizzativo in questione». Traducendo, secondo il Tar il Comune aveva, in un certo senso, disegnato un “abito su misura” per far sì che venisse bloccata l’autorizzazione all’impianto.
E adesso? Da parte di Kme l’intenzione è quella di continuare l’iter per la realizzazione dell’impianto (c’è tempo sino alla fine di novembre per la presentazione del progetto). Dall’altra parte il Comune ha già annunciato la volontà di impugnare la sentenza.
«Il Comune di Barga – è la replica dell’amministrazione – è intervenuto con una interpretazione autentica del proprio strumento urbanistico a fronte di una specifica richiesta di Regione Toscana, in assenza di una precisa definizione normativa della valenza delle invarianti, deliberando, secondo il Tar, in una materia di non sua competenza. Di fatto la valenza delle invarianti è questione riferibile alla diversa normativa della Regione Toscana in materia non urbanistica ma di trattamento dei rifiuti, che prevede l’impossibilità di realizzare inceneritori o co-inceneritori in aree ricadenti in invarianti strutturali, per l’appunto di valenza ambientale. Resta comunque da specificare come il Tar in questa sentenza, si sia riconosciuto il compito di definire “un’invariante ambientale”, materia di esclusiva competenza della Regione Toscana, peraltro quando la Regione stessa si è già espressa in merito e proprio in questo senso, nell’ambito del preavviso di diniego all’istanza di Kme. Del resto si precisa che non è in discussione l’importanza strategica che riveste lo stabilimento Kme, sempre riconosciuta dal Comune di Barga, ma l’opportunità che si possa ritenere compatibile in quell’area con determinate caratteristiche, la realizzazione di un gassificatore. Il Comune pertanto ritiene di dover procedere ad impugnare la sentenza nelle sedi opportune, fermo restando che il procedimento autorizzatorio all’impianto, pendente di fronte a Regione Toscana, andrà avanti nei termini e con le modalità previste dalla Regione stessa». —
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