Toscana
«Non si è voluto rompere col passato, ma la politica si può fare anche da fuori»
COREGLIA ANTELMINELLI
Non sono bastati 1.438 voti, non è bastato avvicinarsi ad un clamoroso ribaltone. In politica chi arriva secondo, non conta. È la legge non scritta, ma quei 54 voti di distacco sui 3.225 totali, ancora bruciano al candidato sindaco Giorgio Daniele: «La battaglia era difficilissima, eppure fino all’ultimo siamo stati in bilico. Al di là del mio ruolo di opposizione e del responso delle urne, in queste settimane ho incontrato e ricevuto persone che hanno voluto cambiare, o almeno provato a cambiare. Ecco, aver creato e posto le basi per una nuova classe dirigente per il futuro, coinvolto giovani e comuni cittadini nella gestione della cosa pubblica, è un successo che va oltre quello elettorale».
A un certo punto Daniele ci ha creduto. Il distacco con da Remaschi era ridotto all’osso e i verdetti erano sul filo del rasoio in molte delle nove sezioni: «Abbiamo vinto con grandi numeri a Coreglia capoluogo e anche a Piano di Coreglia, e la montagna ha capito il nostro progetto». La differenza l’ha fatta il fondovalle: «A Ghivizzano partivamo di fatto battuti perché Remaschi giocava in casa, ma siamo stati deboli a Calavorno, deboli come lista e come responso delle urne». Il neo sindaco e lo sconfitto hanno lavorato fianco a fianco per molti anni in Comune, seppur con ruoli diversi: Remaschi amministratore che da Coreglia ha spiccato il volo fino alla Regione, Daniele come dirigente: «Ho incontrato il neo sindaco, ci siamo abbracciati lealmente e gli ho fatto i complimenti. Lo stesso Remaschi era commosso, ma tutta la campagna elettorale è stata compiuta con reciproco rispetto, anche se abbiamo preso strade diverse». Nessun rimpianto invece per la mancata alleanza con l’altra lista: «Si è scelto di non fare accordi e sono stato coerente, l’unico giudice sono gli elettori. E da domani, sarà opposizione responsabile». —
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