La protesta
Truglio: Comics-Amazon Era meglio dare spazio ai negozi lucchesi
lucca
Dove sta la “tradizione” nell’accordo fra Lucca Comics e Amazon? Se lo chiede - e lo chiede al direttore generale di Lucca Crea Emanuele Vietina - Gina Truglio, titolare della libreria Ubik. «Una notizia che mi ha lasciato un pò interdetta - spiega Truglio - e non perchè sia sbagliata o altro, anzi, la trovo necessaria in uno scenario mondiale come quello attuale, ma chiedo dove sia, in questo caso così importante, la tradizione. Questa è una vetrina, si, ma solo commerciale perché il marchio Lucca Comics su Amazon vende dei prodotti, punto. Quindi mi rispondo da sola, la tradizione in questo caso non c'è, non esiste, qui abbiamo l'innovazione pura. Allora riformulo la domanda, dov'è la tradizione in questo importante progetto, per la città di Lucca? La città badi bene intesa non come brand, ma come gente, come cuori pulsanti, persone che vivono. Se vuole, se ne ha voglia possiamo metterci intorno ad un tavolo e parlarne, allora io - ma credo anche qualche altro - potrà raccontarle i salti mortali che si fanno nel periodo di Lucca Comics, che dovrebbe essere un periodo d'oro, ma si trasforma in un incubo, fatto di tanto incredibile lavoro che corrisponde a zero guadagno. Perchè tanto alla fine è di questo che si tratta. Innovazione, cultura, tradizione tante belle, meravigliose, scintillanti parole che però non riempiono la pancia, al contrario di una vetrina su Amazon».
La tradizione, continua Truglio, «parte dall' arboreo cerchio e si estende naturalmente fuori le mura e per essere molto spiccioli ha un nome e si chiama appunto Lucca, con i suoi cittadini, che talvolta sono anche dipendenti di attività commerciali che a fine mese devono mettere su uno stipendio pur mantenendo alta la cultura, che non ha un concetto diverso da una holding pubblica. Adesso il centro di Lucca si è spostato e si chiama ex-Manifattura, ma tutto il resto della città dov'è? Sparisce per effetto di un incantesimo, malefico o benefico, che vuole creare un altro centro commerciale? Mi sarebbe piaciuto, quindi, che Lucca Crea, cosa che non ha mai fatto in questi anni, proponesse anche a noi "bottegai", non solo librai, una vetrina vera e non virtuale come quella di Amazon. Forse quest'anno potevamo dare modo agli editori e agli standisti tutti di avere vetrine vere sulla città e nella città». —
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