Gioco
La produzione della Manifattura Chini in mostra al palazzo delle Esposizioni
Il pubblico potrà ammirare molti capolavori della stagione Liberty. Vittorio Sgarbi alla giornata inaugurale
arte
«Oggi è una giornata speciale per la città di Lucca. Anche se in forma molto ridotta, si celebra la Santa Croce, la festa più attesa dell’anno dai lucchesi che, per la prima volta dopo decenni sono orfani della Luminara. Ed è una data da ricordare anche per la fondazione che dirigo, perché, dopo sei mesi di chiusura a causa dell’emergenza covid-19, possiamo riaprire le porte del palazzo delle Esposizioni. E lo facciamo in pompa magna, con una mostra che resterà nella memoria dei visitatori, dedicata alla straordinaria produzione della Manifattura Chini. Ci lavoravamo da mesi e finalmente è arrivato il momento tanto atteso che segna la ripartenza delle nostre attività culturali. Che adesso speriamo non debbano più interrompersi, perché il calendario è molto fitto e interessante e i progetti particolarmente appetibili».
Esordisce così il presidente della fondazione Banca del Monte, Oriano Landucci, all’inaugurazione della mostra che celebra la produzione artistica e la tradizione della Manifattura Chini, prestando particolare attenzione all’attività di Galileo Chini, artista poliedrico vissuto tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima del Novecento che, pur non avendo frequentato l’Accademia, seppe distinguersi per quel talento e quella creatività che ebbe modo di approfondire, formandosi nella bottega artigiana di tipo rinascimentale di uno zio e di altri pittori fiorentini, dove poté mettere in pratica anche il restauro e la decorazione, imparata alla scuola d’arte di Firenze. Fu tra gli esponenti di spicco della breve, ma incisiva stagione Liberty, lasciando la sua firma anche sul nostro territorio. Nel percorso espositivo si possono ammirare anche due dipinti provenienti dalla fondazione Cavallini Sgarbi e uno dalla collezione Vieri Chini. Da oggi e fino all’11 ottobre - da martedì a domenica, con orario 15.30-19.30 e a ingresso libero - il pubblico potrà dunque ammirare molti capolavori del pittore, grafico e ceramista fiorentino, testimone di quel rinnovamento epocale che ha lasciato un segno tangibile nelle arti applicate.
Su prenotazione, il sabato alle 16 sono disponibili visite guidate. I capolavori in mostra negli ambienti della fondazione di piazza San Martino provengono dalla collezione Marianna Mordini e comprendono dipinti inediti, manoscritti e documenti d’archivio, ma anche una straordinaria selezione di ceramiche mai esposte finora. Opere che, in qualche modo, commenta la collezionista, rievocano le struggenti arie di Giacomo Puccini, col quale Galileo Chini collaborò per la realizzazione di alcune scenografie delle sue opere, ma mettono in risalto anche paesaggi mozzafiato e vedute con prospettive vertiginose e l’inconfondibile architettura che ha caratterizzato i primi anni del secolo scorso. Nella giornata inaugurale è arrivato anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi che ha curato la mostra con la professoressa Gilda Cefariello. Con loro il senatore Andrea Marcucci, il presidente della commissione cultura del Senato, Riccardo Nencini e Alberto Del Carlo, presidente di Lucca Sviluppo che promuove l’evento con fondazione Banca del Monte. «Questa mostra - commenta il sindaco Alessandro Tambellini - restituisce la memoria di un artista geniale e innovativo che ha lasciato tracce indelebili nell’arte e nella cultura del Novecento, ma celebra altresì l’ingegno e l’operato di una famiglia che ha sfornato artisti di talento». —
Rossella Lucchesi
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