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Cattedre nel caos: la protesta dei precari
Il comitato: «Pieni di errori i moduli per le domande. E non sono ancora complete le liste degli istituti per cui candidarsi»
lucca
Con l’anno scolastico che sta per iniziare, sono nel caos gli insegnanti precari. Ieri mattina il comitato dei docenti precari lucchesi - che in poche settimane ha raccolto 320 adesioni - ha inscenato, con una ventina di docenti, un presidio davanti alla sede dell’ufficio scolastico provinciale, dove è stato poco dopo ricevuto dalla provveditora Donatella Buonriposi, dal vicario Duccio Di Leo e dal dirigente Massimo Fontanelli. «Abbiamo chiesto lumi sulle convocazioni per le scuole di ogni ordine e grado - spiegano dal comitato -. Da lunedì è online un modulo da compilare per inoltrare domanda con le indicazioni delle scuole preferite. Ma al momento sono disponibili solo le graduatorie del sostegno e tra noi precari molti possono coprire ruoli di sostegno ma anche cattedre di materie specifiche. E buona parte dei docenti precari preferirebbe insegnare la sua materia: solo che la lista delle cattedre disponibili ancora non c’è. Siamo così obbligati a dare indicazione per il sostegno. La vediamo come una mossa politica: si vuole dare l’impressione che il nuovo meccanismo messo in atto è efficace fin da subito».
«Siamo stati ricevuti molto cordialmente in provveditorato - continuano dal comitato dei docenti precari della provincia di Lucca -. Anche gli uffici sono molto sotto pressione, stanno tuttora lavorando alle liste. C’è poi - proseguono - il fatto che i moduli da compilare con l’indicazione della scuola preferita sono pieni di errori e gli stessi responsabili dell’ufficio scolastico provinciale di Lucca ci hanno spiegato che stanno cercando di correggerli».
Gli insegnanti precari avevano richiesto, in via generale, una settimana di proroga per la scelta dell’istituto in cui lavorare in questo anno scolastico. «Ci è stata accordata solo una proroga di ventiquattro ore - spiegano ancora dal comitato della provincia di Lucca -: la scadenza per presentare domande a questo punto è la mezzanotte di domani, 10 settembre. A livello provinciale si attende che arriveranno tredicimila domande, dal momento che ogni docente ne invierà più d’una, con l’indicazione di scuole diverse. Giudichiamo questo sistema del tutto assurdo - concludono dal comitato -. Una messinscena soprattutto politica, che però calpesta i nostri diritti. Senza contare poi che la scuola rischia di cominciare senza che gli istituti abbiano dotazione sufficiente di mascherine per gli alunni». —
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