Toscana
Roller senza spazi «In attesa da 3 mesi»
La protesta dell’associazione orfana della sua struttura «Siamo costretti a chiedere ospitalità ai comuni vicini»
LUCCA
Dateci la possibilità di praticare il nostro sport, e non usate false scuse per impedirci l’accesso nelle strutture disponibili: questo il senso della lettera appello che il comitato direttivo di Asd Lucca Roller Club, attraverso il suo componente Francesco Cosentino ha scritto all’assessore allo sport Stefano Ragghianti. Motivo del contendere la mancanza di una struttura in cui praticare lo sport, dopo la chiusura per lavori (di cui non si vede la fine) all’impianto utilizzato dalla società in via del Brennero.
«Cento famiglie che, in silenzio hanno dato priorità alla cura di uno sport di aggregazione, di crescita personale prima ancora che sportiva – si legge nella lettera aperta – oggi si trovano a dover chiedere ospitalità ai comuni vicini per far allenare i loro ragazzi che, con il loro sport, aiutati da allenatori responsabili hanno portato il nome di Lucca in giro per l’Italia, per l’Europa, per il mondo. Lei, assessore, ha chiuso la pista di pattinaggio (era chiamata topaia) improvvisamente, così, senza preoccuparsi di questi ragazzi. Perché vede, assessore, lei ha fatto bene a chiudere la pista di pattinaggi, era effettivamente una topaia, malgrado i grandi e frequenti lavori effettuati dall’amministrazione comunale (mai fatti dal 1985 a oggi), ma deve anche dare in cambio un ambiente idoneo per questi ragazzi. Noi abbiamo telefonato, ritelefonato, chiesto, richiesto, anche pregato, con gentilezza, educazione, ma a nulla è servito. Lo scorso anno, avevate finalmente promesso un’imminente ristrutturazione ma niente, ci avete abbindolato con promesse. Ora siamo veramente arrabbiati. Abbiamo bisogno di una struttura chiusa che ci permetta di allenare i ragazzi dalle 15 alle 22 di tutti i giorni, come abbiamo sempre fatto negli anni scorsi. È nostro diritto, ma è soprattutto un diritto dei ragazzi che credono e si impegnano in questo sport».
«Sono 3 mesi che aspettiamo – continua l’appello – e l’altra sera l’abbiamo sentita parlare in tv, dove ha dichiarato che esistono problemi nel reperire la struttura poiché non potete mettere a repentaglio le superfici, disponibili, in parquet. La informiamo che nel 2011 il Coni ha certificato alla Fihp (protocollo 375 del 12 maggio 2011) che “l’uso normale del pattino con ruote in resina poliuretanica e freni in gomma non possa costituire un pericolo per la funzionalità delle pavimentazioni in legno indoor (parquet), né presentare un carico di usura particolarmente gravoso rispetto a quello delle normale delle calzature sportive”. Approfondendo dalla letteratura specialistica, si evince che sia solo una diceria che alla ruota del pattino siano imputate le brutte righe sul parquet. Infatti le righe non sono graffi, ma il semplice deposito di gomma dovuto alla forza di attrito: basta quindi pulire la zona “rigata” e il parquet ritorna come prima. Ancora: le ruote dei pattini sono composte in materiale di poliuretano morbido proprio come lo è il parquet e proprio come devono essere le scarpe da pallavolo, pallacanestro o di altri sport. I campi di pattinaggio di Viareggio, Forte dei Marmi sono in parquet. A titolo non esaustivo sono in parquet i campi di pattinaggio di San Marino, Berlino, Parigi, Shanghai: tutti luoghi in cui Asd Lucca Roller Club ha onorato il nome di Lucca. Assessore, attendiamo ancora una volta un suo riscontro risolutivo». —
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