La protesta
«Il no a Remaschi? Errore più grande era impossibile»
La diaspora interna al Partito Democratico raccontata da uno dei protagonisti «Il nostro gesto è anche contro il mancato confronto col Pd regionale»
bagni di lucca
Errore più grave il Pd non lo poteva fare. Non ha dubbi il vice sindaco Sebastiano Pacini, che ha riconsegnato la tessera del partito insieme ai consiglieri comunali Maria Barsellotti e Silvano Salotti oltre a buona parte degli iscritti del Circolo PD di Bagni di Lucca.
«Il nostro gesto – dice Pacini – non è soltanto un atto di solidarietà nei confronti dell’assessore regionale Marco Remaschi, che il partito non ha voluto confermare. Il Pd regionale non si è degnato di confrontarsi per capire quanto importante sia il lavoro di Remaschi non solo per Bagni di Lucca, ma per l’intera valle. A Firenze non si sono resi conto di quante decisive siano per il nostro territorio e per tutta la Toscana l’esperienza, la competenza, la professionalità, l’impegno, la disponibilità e la presenza costante dell’assessore che non viene ripresentato alle regionali».
Secondo il vicesindaco in una competizione elettorale così difficile per il centrosinistra la presenza in lista di una figura come Remaschi avrebbe portato più voti rispetto a quelli che, teme, arriveranno da candidati meno esperti: «In tutti questi anni sono un gran numero gli interventi e i finanziamenti che Remaschi ha portato per lo sviluppo e la soluzione di problemi importanti nella valle. È sempre stato presente e attivo anche quando, nel mandato precedente io ero consigliere di opposizione».
Meno certezze Pacini sembra averle per il suo futuro: «Posso assicurare che nel presente il mio impegno come amministratore del comune di Bagni di Lucca continuerà come sempre. Resto al servizio dei miei elettori e di tutta la cittadinanza». Di nuovi approdi verso forze politiche diverse dal Pd Pacini non parla, limitandosi ad anticipare che dopo Villa Basilica e Bagni di Lucca altri Comuni vedranno uscire dal Pd amministratori e iscritti: «So – aggiunge il vicesindaco – che tanti amministratori locali sono sconcertati, come me, perché perdono un punto di riferimento irrinunciabile».
La notizia della decisione di Pacini e di quanti come lui hanno rimesso la tessera del Partito Democratico apre scenari imprevisti nell’approssimarsi delle elezioni comunali che si terranno fra un anno e mezzo, nella primavera 2022. Fino a oggi c’era addirittura chi ipotizzava che proprio Pacini potesse essere un candidato per la carica di sindaco, nel caso Paolo Michelini non intendesse ripresentarsi. Da vedere cosa accadrà ora che non avrà più l’appoggio del Pd. Nell’area dell’opposizione Massimo Betti e Claudio Gemignani sembrano decisi a prendere la palla al balzo per strappare il Comune alla attuale maggioranza, confidando nel trend che pare favorevole al centrodestra. —
Emanuela Ambrogi
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