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«Demagogia e contesti pericolosi» Dai Cobas Scuola un appello a votare no al taglio dei parlamentari

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LUCCA

«La riduzione del numero dei parlamentari è un classico taglio con l’accetta, incurante delle conseguenze sugli equilibri costituzionali e, soprattutto, sulla rappresentatività del Parlamento, unico organo costituzionale direttamente rappresentativo»: inizia così l’intervento dei Cobas Scuola di Lucca sul referendum costituzionale, al qualeinvitano a votare no.

«Il cosiddetto risparmio – continua la nota – che viene enfatizzato in termini assoluti (500 milioni di euro per legislatura, ma che corrisponde solo all’0,007% della spesa pubblica annuale) si configura come un’argomentazione risibile, che risponde solo a una facile demagogia, che rischia di collocarsi in pericolosi contesti di antiparlamentarismo e di rivendicazione di “pieni poteri”. Il ddl costituzionale prevede solo che passino per l’applicazione almeno 60 giorni dalla data di entrata in vigore, per dare il tempo al Governo di ridisegnare i collegi elettorali, in linea con quanto prevede la vigente legge elettorale. Quindi, il taglio dei parlamentari, come dice lo stesso dossier della Presidenza del consiglio, non richiede modifiche alla legge elettorale vigente, che prevede ben due correzioni al sistema proporzionale: un terzo di parlamentari eletti con metodo maggioritario e la soglia di sbarramento nel sistema proporzionale. Correzioni che riducono in modo ancora più marcato la rappresentatività del sistema se si riduce drasticamente il numero dei parlamentari. Nonostante il rinvio del referendum, in questi mesi non è stato fatto alcun serio passo in avanti per una legge elettorale proporzionale senza correzioni. Ma anche con un sistema proporzionale “puro” con pochi deputati e ancor meno senatori il quoziente elettorale (numero di voti necessari per ottenere un seggio) sarebbe molto alto (in particolare al Senato), creando alte soglie di sbarramento di fatto, che minano comunque la rappresentatività del sistema».

La capacità di concentrare il potere in pochi parlamentari, il maggior peso dei delegati regionali nelle elezioni del Presidente della Repubblica, la riduzione dei componenti degli organi di garanzia (e quindi anche la capacità di difendere la stessa Costituzione) sono altgre motivazioni per le quali «i Cobas della scuola della provincia di Lucca invitano a votare no al referendum costituzionalesul taglio con l’accetta dei parlamentari». —



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