Il Tirreno

Lucca

polizia  

Richiedente asilo ruba i soldi al compagno di stanza

Richiedente asilo ruba i soldi al compagno di stanza

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA

Qualche giorno fa si era presentato alla questura di Lucca per denunciare l’utilizzo indebito della propria carta Postepay e la sottrazione, a seguito di due distinti prelievi, di 200 euro dal proprio conto. Il denunciante, un richiedente asilo ospite di una struttura lucchese accreditata per l’accoglienza, aveva ribadito più e più volte di non avere mai perso di vista la propria postepay ed era altrettanto certo di non averla affidata ad alcuno.

Lo strano furto è cosi passato al vaglio degli investigatori della squadra mobile. I poliziotti hanno immediatamente acquisito le immagini dell’ufficio postale in cui erano stati prelevati i contanti e isolato le registrazioni relative a un uomo che in orario corrispondente ai prelievi, aveva effettuato due distinte operazioni allo sportello automatico. Essendo il prelievo avvenuto nel cuore della notte, non era possibile distinguere il volto del malfattore ma erano invece riconoscibili gli indumenti indossati.

Nel frattempo si era fatto avanti negli investigatori un preciso sospetto: il denunciante aveva detto di vivere in un appartamento gestito da una associazione di volontari e di condividere la propria stanza con un altro ragazzo richiedente asilo.

La conferma del sospetto si è avuta in seguito alla perquisizione delegata dalla dottoressa Elena Leone della Procura ed eseguita nella stanza della vittima. Rovistando tra gli armadi del compagno di stanza, un richiedente asilo di nazionalità ivoriana, gli uomini della Mobile hanno trovato la maglia indossata dal ladro al prelievo.

È dunque evidente che l’ivoriano abbia approfittato del sonno molto pesante del compagno di stanza per sottrarre la carta postepay custodita nel portafogli, lasciato sul comodino; l’uomo era riuscito a lasciare la stanza e a fare rientro dopo il prelievo del tutto indisturbato.

Rimaneva da capire come avesse fatto a carpire il codice di accesso. La visione delle telecamere ha permesso di distinguere una fugace occhiata che l’ivoriano aveva dato al cellulare. Gli investigatori hanno così sequestrato il suo telefono e scorrendo le foto dell’apparecchio hanno trovato quella di un foglio di carta con una sequenza di numeri scritta a penna che è risultato essere il pin della poste pay della vittima. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore