Gioco
Il Compitese accoglie don Nando Ottaviani
Con una cerimonia al campo sportivo di Massa Macinaia si saluta l’arrivo del parroco proveniente da Coreglia
CAPANNORI
C’è la data dell’insediamento: domenica 20 settembre, con una cerimonia alle 16.30 al campo sportivo di Massa Macinaia, don Nando Ottaviani entrerà ufficialmente alla guida della comunità parrocchiale del Compitese, che accoglie oltre 7 mila anime. Un salto importante rispetto alle mille di Coreglia Antelminelli dove è stato parroco per vent’anni.
«Sarà una celebrazione in sicurezza, con seggioline distanziate, volontari del servizio d’ordine e altare rialzato con lo stesso allestimento di Coreglia per la mia messa di comminiato – racconta don Nando – un impegno importante quello che mi ha affidato il vescovo monsignor Paolo Giulietti. Mi ritrovo una comunità ampia e radicata, molto attiva con la Misericordia e associazioni di volontariato, una mensa e una bottega solidale, una realtà vivace che dovrò scoprire in questi mesi. Entro in punta piedi, guardare e ascoltare sarà il mio motto. Dialogherò con tutti per cercare di capire, di entrare in sintonia e, in questo modo, di migliorare le cose e motivarci a vicenda».
Don Nando a 54 anni si «rimette in gioco, cambiare fa bene, anche alla mia vita spirituale. Mi metterò al servizio del popolo di Dio che vuole essere amato, ascoltato, compreso». Sarà il moderatore parrocchiale del Compitese e la sua residenza sarà a San Ginese di Compito: «Al mio fianco ci sarà un vice, don Bernardo, laureando in teologia, che arriva dalla chiesa di don Bosco a Viareggio. Per me è un ritorno nel Capannorese dopo essere stato sei anni a Pieve San Paolo. Un territorio dove il volontariato è parte integrante e cuore pulsante, l’aiuto per il prossimo, i valori cristiani».
«Ho fatto un giro delle chiese che ho trovato pulite e ordinate, non penso siano necessari interventi», continua don Nando, un prete dinamico e moderno, che usa i social e con 10 mila iscritti sul suo profilo Facebook. «Nel mio cammino pastorale guardo alla modernità, a un modo nuovo di comunicare avvicinarsi alla gente. Progetti nuovi? Ci sto pensando, all’insegna del messaggio che siamo essere umani e proprio l’umanità dovrà spingerci a essere gli uni accanto agli altri, senza discriminazioni e pregiudizi. Al centro metterò la comunità, i suoi valori e le tradizioni. Messaggi sempre più forti in questo momento difficile per l’umanità», dice il parroco che ha fatto visita alla Casa Giannini a Camigliano dove ha vissuto gli ultimi anni Santa Gemma. —
Nicola Nucci
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