Attenzione
Infermieri autisti, minacce di cause legali
lucca
Non si sblocca la situazione sulla guida dell’automedica del 118 da parte degli infermieri. «Anche l’incontro di venerdì - spiega una nota del sindacato Nursind - si è chiuso con un nulla di fatto». E, a questo punto, proprio l’organizzazione dei lavoratori non esclude un’azione legale.
Il problema, ricorda il Nursind, «si presenta da svariato tempo, anni, ed è particolarmente urgente da risolvere, anche alla luce degli ultimi fatti accaduti ad una collega infermiera che presta servizio presso il 118 di Massa, che si è vista condannare pesantemente per un incidente accaduto proprio durante una emergenza in cui la stessa infermiera si trovava allaguida di tale mezzo. Nonostante il profilo infermieristico non contempli attività quali la guida di automezzi in particolare in situazioni di emergenza/urgenza dove oltretutto i tempi di intervento sono fissati in pochi minuti e ci sia una norma regionale che prevede che il team di emergenza in automedica sia costituito da tre persone ed esattamente un medico, un infermiere ed un operatore dell’emergenza, la direzione aziendale non si propone con interventi immediati, risolutivi e rispettosi della norma, ma prende tempo».
Secondo il Nursind quello che colpisce di più è il paradosso al quale ci troviamo davanti: «l’azienda asserisce di essere consapevole che il profilo professionale dell’infermiere non preveda la guida dell’automedica, però, dato che non ci sono al momento alternative per l’impossibilità ad assumere autisti, dato che per consuetudine l’infermiere si è sempre prestato per la guida, ritengono che gli stessi al momento siano costretti a continuare la guida dei mezzi aziendali di soccorso. Così, ad una delle due figure sanitarie presenti sull’automedica si impone la guida del mezzo, naturalmente all’ infermiere e non si mette nemmeno in discussione che possa essere anche il medico deputato a tale attività».
Inoltre, alle varie domande su quando verrà inserita la terza figura, prevista dalla normativa regionale, «l’azienda non ha dato alcuna risposta. Da aggiungere ancora, come ulteriore beffa, che il responsabile dell’ufficio legale ha suggerito-consigliato agli infermieri di integrare la loro polizza assicurativa professionale (obbligatoria per eventuali danni per colpa grave ai pazienti) con una clausola che li tuteli anche per eventuali incidenti con l’automedica. Naturalmente a loro spese e senza nemmeno la certezza che tale possibilità sia realizzabile».
Insomma, prosegue il sindacato, «nessuna apertura verso gli infermieri del 118 che rischiano ogni giorno guidando tale mezzo di soccorso, ma si scambia la loro disponibilità dimostrata fino a oggi al fine di garantire un importante servizio, come una cosa dovuta da cui non potersi esimere ed inoltre dovrebbero anche organizzarsi con una polizza assicurativa integrativa ad hoc, naturalmente più costosa e forse neanche esistente sul mercato. Siamo veramente delusi da questo atteggiamento di chiusura dei vertici aziendali. Abbiamo partecipato all’incontro consapevoli dell’entità del problema e della difficoltà a esso correlate, pronti ad accogliere e migliorare un percorso che richiede chiari intenti e volontà di attuazione per il graduale inserimento della figura di autisti, ma non ci saremmo mai aspettatati una tale posizione di chiusura, senza margini di mediazione. È proprio per questo motivo che dichiariamo e che se l’azienda non garantirà ai colleghi che hanno fatto richiesta e a tutti coloro che la faranno, di non guidare più l’automedica oltre il 10 settembre, il Nursind presenterà un esposto alle procure della repubblica di Pisa, Massa Carrara e Lucca, al fine di individuare le responsabilità dei dirigenti che continuano ad obbligare gli infermieri a un compito improprio, come affermato anche da tutti gli ordini professionali infermieristici della Toscana». —
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