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coreglia al voto/2 

Daniele si presenta «C’è tanto da fare»

nicola bellanova
Daniele si presenta «C’è tanto da fare»

Ieri il candidato sindaco ha incontrato la cittadinanza «Dovremo rimediare a molte cose: una è il bilancio»

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coreglia

Entusiasmo e voglia di emergere. Giorgio Daniele, candidato sindaco con la lista "Insieme", si è presentato ufficialmente alla cittadinanza nel corso dell’inaugurazione del comitato elettorale in via Nazionale, a Piano di Coreglia. Una formazione che rappresenta un mix di consiglieri uscenti e volti nuovi: «Siamo una lista giovane, con un’età media di 46 anni, ampiamente rappresentata da uomini e donne, tutti con un proprio profilo professionale e di impegno civico - afferma Daniele - io ho l’onore e l’onere di rappresentarli e guidarli alla vittoria elettorale». Dall'altra parte c'è Marco Remaschi, deus ex machina della politica coreglina negli ultimi venti anni: «Ci attende una competizione difficile, vada comunque ai nostri competitor il nostro saluto e il nostro rispetto e che vinca il migliore. Un carissimo sacerdote, al quale ho aperto il mio cuore prima di accettare questa sfida, mi ha detto di non lasciarmi intimorire, mi ha invitato a rileggere quel capitolo della Bibbia». Entusiasmo e strategie elettorali mirate all'attacco di cosa non ha funzionato in questi ultimi mandati di centrosinistra: «Riceveremo in dote, un’eredità pesante, pesantissima, molte le cose a cui porre rimedio a partire dal bilancio e dalla struttura burocratica. Questo non vuol dire che non potremo sognare anche cose nuove e importanti, ma lo faremo solo dopo aver garantito una dignitosa gestione delle cose ordinarie. Così come fa un buon padre di famiglia». E un attacco diretto a Remaschi, con cui ha lavorato a Palazzo Comunale: «Nella lista che si identifica nell’amministrazione uscente, molti sono i volti di amministratori attualmente in carica, il candidato sindaco, è ed è stato negli ultimi 25 anni il loro leader e autorevole guida politica. E allora mi sorge un dubbio: le colpe sono state solo dell’attuale sindaco uscente? Lascio a voi trarre la conclusione. Quando parlo di cattiva amministrazione, l’elenco sarebbe lungo e impietoso, ne parlerò altrove, ma alcuni esempi voglio farli tanto per rendere l’idea: Palazzo Nuti, sede del mancato asilo nido e la conseguente restituzione di oltre 600.000 euro alla Regione; la gestione, non la scelta, della realizzazione dello stadio sfociata dopo 5 anni dal via dei lavori, in un’opera incompleta e in un pericoloso contenzioso legale; la restituzione al Ministero dell’Interno, del 5 per mille che i cittadini avevano destinato al comune, perché spesi in modo non corretto; lo smantellamento di alcuni uffici e la quasi soppressione della figura del Segretario comunale». —



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