Sicurezza
Spaccio nella zona della fonte ai Finetti Arrestato immigrato, segnalati dei giovani
L’allarme della gente di Gragnano che evita di approvvigionarsi d’acqua la sera. Da 17 anni quel luogo non viene riqualificato
/ GRAGNANO
Diciassette anni senza che quell’area - adiacente all’hotel Country e dove si trova una fonte d’acqua che viene utilizzata sulla tavola di centinaia e centinaia di famiglie della zona nord del Capannorese - sia stata riqualificata dalle amministrazioni comunali succedutesi. E così la zona di Fontanuova di Gragnano in località fonte Finetti diventa, soprattutto di notte, meta di spacciatori, di borseggiatori e ricettacolo di rifiuti. Con la gente della zona terrorizzata e che preferisce evitare di approvvigionarsi di bottiglie d’acqua fresca, vista la calura estiva, specie quando le prime ombre della sera oscurano quell’area che si popola di personaggi loschi e dediti a compiere reati. Accade spesso che le persone che vanno a rifornirsi d’acqua alla fonte lasciando per un attimo l’auto aperta con all’interno la borsa o il cellulare al loro rientro in macchina con le bottiglie e le damigiane piene non trovano più portafogli, soldi e telefonini. Una persona, esasperata dalla situazione, ha lasciato in bella vista un cartello che recita, omettendo i grossolani errori grammaticali forse dovuti alla rabbia del momento: «Prendete solo l’acqua non le borse, bastardi a chi preso la borsa». La popolazione, stanca e impaurita, si è così rivolta ai carabinieri. E la risposta dei militari del nucleo operativo e radiomobile non è tardata ad arrivare. Dopo una serie di appostamenti mirati gli uomini dell’Arma sono entrati in azione nel tardo pomeriggio di venerdì e hanno sorpreso intento nell’attività di spaccio un immigrato con precedenti di polizia e un processo ancora pendente.
IL BLITZ
In manette è finito Abdelfatah Debdoubi, 37 anni, marocchino, residente in via Pesciatina, ma di fatto senza fissa dimora. Lo hanno sorpreso all’interno del boschetto, dove ormai la vegetazione impedisce la visuale, a poche decine di metri dalla fontana. Un’area decisamente impervia dove i carabinieri hanno registrato un sospetto via vai di persone. Il primo intervento dei militari è stato di osservazione del territorio e dei movimenti di alcuni individui - extracomunitari e italiani - alcuni dei quali trovati in possesso di modiche quantità di hashish e segnalati alla Prefettura come assuntori. Venerdì pomeriggio invece i carabinieri sono entrati in azione all’interno del bosco e hanno sorpreso Debdoubi in flagranza di reato mentre cedeva ad una giovane coppia una ventina di grammi di hashish. L’immigrato, alla vista dei militari, ha cercato di fuggire attraverso la vegetazione. Ma il suo tentativo non ha avuto successo. È stato bloccato e alla fine gli uomini della Benemerita hanno recuperato complessivamente 35 grammi di hashish suddivisi in 7 stecche. Nei confronti di Debdoubi è scattato l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Trattenuto in camera di sicurezza nella caserma della Compagnia di Cortile degli Svizzeri ieri mattina è stato condotto davanti al giudice Nidia Genovese per l’udienza di convalida. Il legale d’ufficio dell’immigrato ha chiesto e ottenuto i termini a difesa e il processo si terrà il 10 settembre. Nel frattempo il nordafricano è stato sottoposto ad obbligo di dimora.
UN’AREA A RISCHIO
Era il 2003 quando l’allora amministrazione di centrodestra assicurava che, con l’entrata in vigore del nuovo regolamento urbanistico, l’area dietro all’hotel Country e in particolare quella intorno alla ex discoteca Metropolis - divenuta una discarica ricovero di extracomunitari e sbandati - sarebbe stata recuperata e riqualificata. Tre anni dopo, tra l’altro, un incendio distrusse una baracca, adibita a rifugio di immigrati, accanto all’ex maneggio. I carabinieri di Lammari con una lettera indirizzata all’assessore al Sociale, nel frattempo la giunta era cambiata diventando di centro sinistra, e alla società proprietaria del terreno sollecitando il rilascio di una licenza edilizia con annesso piano di recupero per ripulire e mettere a norma l’intera area. Sono passati 14 anni, ma quella zona è rimasta in stato di totale abbandono. —
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