Il Covid torna a uccidere in Toscana: Mario, 74 anni, è morto in 20 giorni
Una vittima in Lucchesia della seconda ondata di contagi. In tre settimane il viurus lo ha portato via dopo un calvario in due ospedali
LUCCA. Lo strazio di una famiglia e di una comunità. E la paura, grande, che torna. Il coronavirus ha fatto una nuova vittima, la prima in Lucchesia della seconda ondata di contagi. Come un ciclone il virus ha travolto e ucciso Mario Gigli, di Porcari, operaio dell’Eurosak ora in pensione, 74 anni e tanta voglia di vivere il suo tempo con i suoi affetti più cari. Marito, padre e nonno devoto, suocero amatissimo, una persona semplice e grande nella sua semplicità, una persona che poteva passare inosservata ma della quale si sentirà forte la mancanza.
La morte è avvenuta nella notte tra sabato 22 e domenica 23 agosto, all’ospedale San Luca di Lucca dopo un calvario di ventiquattro giorni. È il figlio di Mario, Alessio Gigli, 39 anni, consigliere comunale a Porcari per la lista Giovani e Futuro, a raccontare la dolorosa odissea del padre. «Era dal 30 maggio che mio padre lottava. Aveva avuto un piccolo ictus, ma era tornato in forma, stava bene e cinque giorni prima di sapere che aveva contratto il virus era stato dichiarato guarito. È stato ricoverato al San Luca il 31 luglio, quando è risultato positivo al Covid - spiega -. Nei primi dieci giorni del ricovero gli è stato somministrato l’ossigeno con la cannula, ma poi le condizioni si sono aggravate ed è stato trasferito in terapia intensiva, dove è stato intubato».Mentre si trovava in rianimazione, è sopravvenuto un ulteriore problema, un’emorragia interna: per risolverla è stato necessario un intervento chirurgico». L’intervento però non è stato eseguito al San Luca: Mario Gigli è stato trasferito all’ospedale Apuano di Massa e ha superato l’operazione, che aveva dato esito positivo. «Mio padre è così tornato al San Luca, in terapia intensiva. Nei giorni seguenti c’è stato un aggravamento, ha ricevuto una trasfusione, ma non ce l’ha fatta».
La famiglia Gigli è stata messa a dura prova dal Covid. Nell’arco di poche ore, da quando è stato verificato l’avvenuto contagio di Mario, anche i suoi diretti familiari, dalla moglie Giulia al figlio Alessio, hanno eseguito il tampone, risultando positivi: fortunatamente stanno bene. Adesso però devono completare il periodo della quarantena e domani non potranno partecipare al rito funebre per l’addio al marito e al padre che si svolgerà alle 9,30 al cimitero comunale di Porcari. «Purtroppo non potremo esserci - spiega Alessio -. Ci sarà mio fratello, di rientro da Parigi, dove lavora, e i nostri parenti».Non ci sono parole per descrivere il dolore della famiglia Gigli e il pensiero di Alessio va anche alla madre Giulia, di 64 anni: «Aveva conosciuto mio padre quando aveva diciotto anni, è cresciuta con lui. Mio padre se n’è andato come ha sempre vissuto, in silenzio e con dignità. Era un uomo mite, un uomo buono, un padre eccezionale, un marito esemplare e un nonno amorevole. Nei suoi silenzi si leggeva la saggezza maturata nel tempo, nei suoi racconti ci portava alla sua infanzia ad Ortucchio, alle storie del dopoguerra, alla sua nuova vita in Toscana, terra che lo ha accolto ed amato. Era un uomo sempre disponibile, cordiale, mai una parola fuori luogo. È stato un nonno presente e ha amato profondamente suo nipote. Se n’è andato lasciando un vuoto incolmabile dietro di sé». Anche Silvia Cheli, moglie di Alessio, ha speso parole di grande affetto e ammirazione per il suocero Mario: «Mi hai accolto ed amato come una figlia, sei stato un papà esemplare, un suocero eccezionale, un nonno unico».
Parole commosse anche da Leonardo Fornaciari, sindaco di Porcari: «Se ne va un uomo mite. ha lottato fino all’ultimo. Ora è il momento del raccoglimento e della vicinanza. Il mio abbraccio personale e del nostro paese a Giulia, Alessio e tutta la sua famiglia»
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