Sicurezza
Dallo studio sul tartaro la chiave per il cancro al seno
lucca
Da uno studio sul tartaro dei denti in resti umani di 4.500 anni fa (fra i quali anche un “lucchese”) è stato identificato un virus umano, sinora sconosciuto, collegato ai tumori mammari. La scoperta si deve a una ricerca ideata e coordinata da Generoso Bevilacqua, già professore di Anatomia Patologica nell'Università di Pisa, attualmente docente nel dottorato di ricerca in Scienze Cliniche e Traslazionali e direttore della medicina di laboratorio della Casa di Cura San Rossore di Pisa.
Bevilacqua studia l'ipotesi dell'eziologia virale del cancro mammario umano sin dagli anni '70, concentrandosi prima sul modello del topo e passando ai tumori umani nei primi anni 2000.
Lo studio si è avvalso della collaborazione di Gino Fornaciari, già professore di Storia della Medicina a Pisa e padre della Paleopatologia, e di quella di Enzo Tramontano, professore di virologia a Cagliari. «Le tracce molecolari di un betaretrovirus - spiega il professor Bevilacqua - sono state cercate nel tartaro di 36 individui vissuti fra il 2700 a.C. e il XVII secolo d.C., e sono state trovate in ben sei di essi, due appartenenti all'età del Rame e quattro al periodo fra il VI e il XVII d.C. I casi positivi provengono dalla Toscana (uno dalla Cappella Guinigi di Lucca), dalla Sardegna e dalla Liguria. Questo è il primo betaretrovirus indentificato nella specie umana ed è molto simile all'Mmtv, il Mouse Mammary Tumor Virus (virus della mammella del topo), che è la causa dei tumori della mammella del topo».
La causa dei tumori della mammella è ancora sconosciuta, nonostante decenni di studi e ricerche in tutto il mondo. «Una storia a parte - continua il professore pisano - è quella dei tumori ereditari, causati dalla trasmissione genitori-figli di geni alterati in grado di innescare la malattia. La notevole somiglianza fra le neoplasie mammarie del topo e quelle della donna sin dagli anni '70 ha suggerito che l'Mmtv potesse essere la causa anche dei tumori umani. È stato necessario aspettare gli anni '90, con l'avvento delle metodiche di genetica molecolare, per dimostrare la presenza di sequenze dell'Mmtv in un numero elevato di neoplasia della donna, ben il 40%».
Lo studio sul tartaro di individui antichi è stato suggerito dal fatto che la presenza dell'MMTV è stata trovata nella saliva non solo delle pazienti, ma anche della popolazione sana. Questo dato ha portato gli studiosi a pensare che non si fosse più in presenza del virus del topo, bensì di un virus a questo molto simile, ma umano. Trovare le sequenze virali in individui antichi ne sarebbe stata la prova. Poichè il tartaro è un prodotto della saliva lo studio lo ha usato per questa dimostrazione; oltretutto il tartaro è ben abbondante sui denti antichi. —
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