Sicurezza
Addio a Michele, ferroviere con il cuore a sinistra
lucca
La politica e il sindacato erano la passione civile. Quella che lo aveva spinto a ricoprire ruoli di militanza attiva sul lavoro, nelle ferrovie, e nel consiglio comunale del suo territorio. Poi c’era l’altro mondo, quello più intimo e riservato. La moglie e le due figlie erano il centro delle emozioni di un’esistenza che per Michele Antognoli è durata troppo poco. Una malattia diagnosticata circa un anno fa è arrivata all’epilogo. Mercoledì sera all’ospedale di Cisanello Antognoli si è arreso. Aveva 38 anni e due interventi chirurgici alla testa non avevano dato gli esiti sperati accompagnandolo in un calvario accompagnato dalla preziosa vicinanza della moglie Giulia e delle figlie Jasmine e Anna nella casa di Arena Metato.
Il cuore di Michele batteva forte e orgoglioso a sinistra, da sempre. Macchinista di Trenitalia nel trasporto regionale da quando aveva 21 anni, con un trascorso lavorativo a Lucca, si era impegnato per i lavoratori con l’Usb. Nel 2015 era subentrato a un collega di partito nel consiglio comunale sangiulianese per la lista “L’Altra San Giuliano”. Aveva svolto il suo ruolo di opposizione fino al 2019 occupando le cariche di presidente della commissione d’inchiesta sulla Fondazione Cerratelli e di quella sulla frana di Ripafratta. Sincero antifascista, aveva portato i suoi valori anche nell’Anpi di Vecchiano che così lo ricorda: «Un lutto che ci colpisce perché Michele è sempre stato uno di noi: ha partecipato ai nostri eventi, ha contribuito col suo pensiero al nostro dibattito, non ha fatto mai mancare il suo sostegno pubblico, anche sui social, alle nostre battaglie».
Nel 2019 si era candidato, ma prima della campagna elettorale aveva iniziato a stare male. La malattia era stata scoperta per caso. Una notte si era sentito male. Aveva avuto un attacco epilettico e in ospedale gli esami avevano messo in evidenza una patologia cerebrale curata, ma non sconfitta. Per un periodo era stato distaccato alla biglietteria della stazione di Lucca. Poi le condizioni non gli avevano più permesso di recarsi al lavoro. L’ultimo saluto a Michele verrà portato domani alle 9 nel prato davanti alla sua abitazione in via De Amicis ad Arena Metato. —
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