Sicurezza
Aggiudicata la concessione del bagno Bernabò
Il terzo bando del Comune per la struttura è andato alla Srl “Bagni di Lucca”, che fa capo a un gruppo emiliano
BAGNI DI LUCCA
Aggiudicata alla società “Bagni di Lucca Srl”, appartenente a un gruppo emiliano, la concessione del bagno Bernabò, di proprietà comunale. L’aggiudicazione è avvenuta con gara a procedura aperta e sono in corso gli ultimi atti burocratici per consegnare l’immobile all’aggiudicatario. Il bagno termale rientra nell’elenco degli immobili da valorizzare tramite locazione-concessione d’uso, come indicato nel piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari a suo tempo approvato dal consiglio.
In primavera l’amministrazione aveva varato un nuovo bando per assegnare per sei anni (più eventuali altri sei) la gestione del complesso, che da quasi due anni è inutilizzato. Dopo due tentativi di assegnazione andati a vuoto, nel precedente mandato l’amministrazione aveva predisposto un terzo bando dove si prevedeva come base d’asta per la concessione un canone di 6mila euro annui, Iva esclusa. Nel complesso di via di Bagni Caldi, a Ponte a Serraglio il gestore doveva offrire alla clientela attività termali, centro benessere, massaggi per viso e corpo e altri servizi complementari. Il problema era l’utilizzo dell’acqua calda che sgorga dalla sorgente Bernabò: per usarla a scopi termali occorreva l’autorizzazione da parte del ministero della Sanità. Tanto che il bando prevedeva un ulteriore esborso di 1. 200 euro l’anno per l’aggiudicatario, nel caso questa autorizzazione fosse arrivata. Ma doveva essere lui a chiederla e a fare tutte le pratiche relative. In passato la gara era stata vinta dalla società Exelor di Milano, che aveva poi gestito il Bagno Bernabò per poco più di una stagione.
Il concessionario ha anche l’obbligo di eseguire i lavori di manutenzione necessari alla rimessa in funzione degli impianti e la riparazione di infissi, lucernari e quant’altro, dietro riduzione del canone al 50% nel primo anno dalla stipula del contratto, qualunque sia la spesa sostenuta. La direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana ha rilasciato l’autorizzazione per utilizzo del bagno Bernabò come centro benessere-cure estetiche e bagni con utilizzo delle acque termali.
Il complesso fu costruito nel 1593, per volere dei signori della Repubblica Lucchese, poi, più di due secoli dopo, la principessa Elisa, sorella di Napoleone, aveva dato l’incarico di ampliare il Bagno Bernabò per dotarlo di servizi all’altezza con le richieste del tempo. —
Emanuela ambrogi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
