Lutto
Lunata ricorda i suoi martiri arrestati e poi uccisi dalle Ss
CAPANNORI
Il 16 agosto 1944 alcuni cittadini di Lunata, organizzatori di un gruppo di resistenza, fra cui il parroco don Angelo Unti e il vice parroco don Giorgio Bigongiari, furono arrestati dai nazisti. Dopo l’arresto, don Angelo, don Giorgio e altri giovani nove paesani furono condotti a Nozzano Castello e rinchiusi nella scuola elementare, trasformata in carcere dagli uomini della 16ª Divisione “Reichsführer-SS”, la stessa responsabile quattro giorni prima della strage di Sant’Anna di Stazzema. Nei giorni seguenti altri tre uomini e una donna di Lunata furono condotti a Nozzano. I lunatesi furono sottoposti a interrogatori e torture poi il 29 agosto dieci di loro furono portati a Filettole e fucilati, mentre altri furono trasferiti a Lucca e poi nel carcere del Castello Malaspina a Massa, dove il 10 settembre, nel corso della strage delle Fosse del Frigido venne ucciso don Giorgio Bigongiari. Solo tre dei lunatesi rastrellati riuscirono a salvarsi. E ieri, per ricordare i “Martiri Lunatesi”, l’amministrazione ha deposto una corona al monumento nel piazzale della chiesa del paese, alla presenza del consigliere comunale Silvana Pisani, del parroco don Franco Cerri, della presidente dei donatori di sangue Fratres di Lunata Lara Pacini e dei rappresentanti del gruppo di Capannori dell’Associazione nazionale alpini e cittadini. Alla cerimonia ha partecipato anche Pier Luigi Frisini, figlio di Lida Basso Frisini, originaria di Lunata alla quale è stata conferita la massima onorificenza di Giusta tra le Nazioni per aver dato soccorso a una famiglia di ebrei in fuga dalla Francia.
«Quella dei Martiri Lunatesi è una pagina tragica nella storia di Lunata e di tutto il nostro territorio – ha detto Silvana Pisani – di cui va tenuta viva la memoria, affinché vicende come questa non si ripetano mai più. Come amministrazione c stiamo da tempo portando avanti il progetto Via della Memoria, rivolto a tutta la popolazione e in particolar modo agli studenti, essendo fondamentale il coinvolgimento delle nuove generazioni, perché non vada perso il ricordo degli eventi storici che si svolsero in vari luoghi sul nostro territorio durante la seconda guerra mondiale. Ricordare è doveroso nei confronti di chi ha perso la vita per affermare i valori della libertà e della democrazia». —
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