Sicurezza
1933: quando via Fillungo fu messa sottosopra
Inizia martedì 18 agosto la seconda settimana della nostra iniziativa con l’Archivio fotografico lucchese
LUCCA. Inizia martedì 18 agosto la seconda settimana della nostra iniziativa “Lucca com’era”, che porta nelle case dei lettori del Tirreno sedici stampa d’epoca che raccontano il passato della città e le trasformazioni che l’hanno fatta diventare quella che conosciamo oggi. Le stampe sono consegnate gratuitamente insieme al quotidiano ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì, fino al prossimo 4 settembre.
Tutte provengono dallo sterminato Archivio fotografico lucchese “Arnaldo Fazzi”, che ha sede a Villa Bottini e che ringraziamo per la disponibilità, insieme al Comune di Lucca che dell’archivio è proprietario e all’associazione Photolux, che sotto la guida di Enrico Stefanelli ne cura la gestione quotidiana.
La foto che sarà distribuita ha più di un punto di interesse. Innanzitutto perché l’obiettivo di Ettore Cortopassi si sofferma su via Fillungo, il cuore del centro storico. Siamo nel tratto tra via Buia e via San Giorgio (si intravedono le vetrine della gioielleria Marchi) e siamo nel 1933. E, soprattutto, la strada è messa completamente sottosopra. La fotografia, infatti, ritrae un momento fondamentale quanto sempre ignorato nelle storia moderne dei centri urbani: l’arrivo delle fognature e, più in generale, dei servizi pubblici. A farne un breve sunto per Lucca è Andrea De Caterini, amministratore delegato di Geal, la società che tutti questi impianti oggi gestisce: «A Lucca la costruzione dell'acquedotto civico risale ai primi anni Venti. Era il 2 ottobre 1925 quando il Principe di Udine venne a Lucca su delega del Re Vittorio Emanuele II a presenziare all’arrivo della prima acqua dell’acquedotto civico che giungeva nel centro storico. La cerimonia si svolse nel Cortile degli Svizzeri e segnò la svolta per la storia di Lucca: finalmente la nostra città poteva contare su un nuovo acquedotto civico. La posa della prima pietra era stata tre anni prima, nel 1922, e in quei tre anni vennero costruiti i pozzi e la centrale in località Salicchi e soprattutto la prima rete civica. Pochi anni dopo iniziò anche la costruzione delle fognature la cui realizzazione fu fondamentale per risanare gli ambienti urbani. I lavori in via Fillungo mostrano la posa di un tubo in gres».
E, a proposito di materiali, c’è un altro punto da notare: sul lato sinistro della foto si vedono chiaramente i lastroni di pietra che facevano da pavimentazione per via Fillungo: fu soltanto nel 1958, infatti, che venne deciso di sostituirli con gli attuali cubetti di porfido. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
