Il Tirreno

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storie di vita 

Dalla grande città alla tranquillità dei campi di mirtilli

Emanuela Ambrogi
Dalla grande città alla tranquillità dei campi di mirtilli

Giovanna e Marco hanno abbandonato Bologna  e la ricerca di serenità li ha portati a Bagni di Lucca

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BAGNI DI LUCCA. Dalla grande città e a un angolo di Appennino, e da un quotidiano fatto di ritmi frenetici ai... mirtilli. Un cambio radicale di vita che sta dietro l’apertura, pochi giorni fa, di una nuova azienda agricola ad Albereta, in località Vignaccia sui monti intorno a Montefegatesi. Si chiama “L’Abete Bianco” e la produzione in cui si è specializzata è, appunto, quella dei mirtilli.

Una rivoluzione della propria esistenza quella fatta da Giovanna Cacciatore e Marco Guidetti che dal 2016 abitano sui monti di Bagni di Lucca. Una rivoluzione in realtà iniziata molti anni prima, quando da Bologna si erano trasferiti nella Valle dell’Orsigna, forse il luogo più remoto dell’Appennino Pistoiese, che era stato scelto come buen retiro da Tiziano Terzani. All’Albereta ora coltivano un tipo di mirtillo gigante americano, su circa 8mila metri quadrati di terra. Una scelta coraggiosa quella di Giovanna e Marco, che hanno deciso di lasciare prima Bologna, poi Orsigna, per comprare una casina di legno vicino Montefegatesi e qui iniziare una vita diversa «più lenta, a contatto con la natura, senza i ritmi frenetici della città».

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Guidetti, bolognese, ha 49 anni e lavorava nel settore edilizio, poi ha fatto il soccorritore autista. Cacciatore ha 46 anni ed è nata a Ragusa, ma, ventenne, si è trasferita a Bologna dove ha lavorato quindici in vari settori. Nel capoluogo emiliano ha conosciuto Marco e insieme hanno lasciato la città per vivere all’Orsigna. Nel 2011, quando sono arrivati a Bagni di Lucca, grazie alla passione per le camminate e per la natura. hanno visto l’Albereta e sono rimasti folgorati dalla bellezza del posto. Sono tornati più volte, anche nell’agriturismo Prato Fiorito di Enrico Andreucci, e in loro è maturata la decisione di trasferirvisi. Hanno comprato una casina che in vendita, in legno, immersa completamente nel verde. È così cambiata la loro vita e hanno cominciato a piantare le piantine acquistate da un ragazzo di Pistoia, un tipo particolare di mirtillo. L’operazione è cominciata in inverno ed è proseguita fino alla fine di febbraio. Poi c’è la fioritura e quindi la nascita dei frutti di un colore blu intenso.

« Abbiamo scelto il mirtillo per differenziarci da altre coltivazioni – spiega Cacciatore – la nostra dimensione di vita ci stava stretta, non volevamo più vivere giornate in cui non c’è tempo per pensare, la vita è troppo breve, il tempo deve essere vissuto e se il modo di vivere provoca malessere subentra il bisogno di cambiare. Per questo abbiamo deciso di metterci alla prova, giorno per giorno. Con noi c’è Dotto, il nostro fedelissimo cane». In cucina Marco e Giovanna hanno sistemato i mobili in acciaio poi hanno comprato un secondo pezzo di terra: «In tutto ora abbiamo oltre 400 piante su 8mila metri». —

Emanuela Ambrogi
 

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