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«La Montagnola non si tocca»: cittadini pronti alla protesta

Rossella Lucchesi
«La Montagnola non si tocca»: cittadini pronti alla protesta

I rappresentanti del comitati “Per San Concordio” decisi a fermare il progetto: «Il sindaco fa orecchie da mercante, ci opporremo con ogni mezzo lecito» 

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LUCCA.Nel quartiere di San Concordio continua a tenere banco il progetto riguardante la Montagnola. I rappresentati del Comitato sono arrabbiati e lo dicono a chiare lettere.

La protesta

«È vergognoso che un’amministrazione comunale che si è sempre eletta paladina dell’ambiente, si comporti esattamente al contrario e progetti l’abbattimento di aree verdi e alberature per fare spazio al cemento. Noi non ci stiamo. Non chiniamo il capo di fronte a questa decisione scellerata che porterebbe all’eliminazione di un’oasi di verde, in un quartiere sufficientemente sofferente a causa del traffico intenso. Non possono eliminare questo polmone naturale che per la gente del posto è un punto di riferimento e di aggregazione. Dove far giocare i bambini e portare il cane a passeggio, incontrarci all’ombra delle grosse piante per trascorrere qualche ora in compagnia. Soprattutto in queste giornate afose, quando qui vengono volentieri anche molti anziani della zona per assaporare un po’ di refrigerio. Ci opporremo con ogni mezzo lecito, sperando che il sindaco Tambellini non continui a fare orecchie da mercante». Sono arrabbiati, amareggiati e molto delusi, i rappresentanti del comitato “Per San Concordio”. E pronti a una nuova protesta per fermare quello che definiscono uno scempio nel parco della Montagnola.

Il progetto e la contesa

Nel progetto si prevede l’abbattimento di una quarantina di piante di alto fusto, per fare spazio a una galleria di cemento lunga 300 metri e larga circa cinque, coperta da una struttura d’acciaio alta quattro metri, con due slarghi in prossimità della scuola che, da piazzale Moro arriverà in via Savonarola, di fianco all’Esselunga. «Non c’è alcuna necessità di cementificare questa zona che avrebbe solo bisogno di essere maggiormente curata, in quanto luogo pubblico molto frequentato che i cittadini stessi provvedono a ripulire periodicamente, visto che il Comune non ci pensa affatto» affermano Daria Ulivi e Daniela Salustri, membri del comitato che il 23 luglio del 2019 depositò al protocollo un documento con oltre 1000 firme, per chiedere al Comune di salvare il parco, nato negli anni Novanta. Un piccolo bosco urbano ricco di vegetazione e riqualificato alcuni anni fa, grazie all’intervento della fondazione Cassa di Risparmio, comprendente anche un laghetto che, per compensare l’abbattimento delle piante, verrebbe interrato per ospitare nuovi alberi. «Non ottenemmo risposte - dice Clara Mei, anima del comitato - ma tirammo un sospiro di sollievo perché, dieci giorni dopo, il consiglio comunale dichiarò che non sarebbe stata abbattuta nessuna pianta. Ci hanno presi in giro, aggiunge, perché il disegno sciagurato dell’amministrazione è andato avanti a passi da gigante e presto arriveranno le ruspe che abbatteranno anche alcuni alberi sulla Montagnola, perché d’intralcio alla cosiddetta “galleria coperta” che i comitati della zona non hanno assolutamente concordato col Comune, il quale ci ha messo di fronte al fatto compiuto senza spiegazioni».

Città a misura d’uomo o di turista?

Secondo Mirko Di Cesare, responsabile della biblioteca di San Concordio, il Comune vuole una città a misura di turista, non per gli abitanti e investe risorse su progetti volti solo al consumismo. Poco importa se impattanti e dannosi per la salute. Contrari alla piantumazione di nuovi alberi, Luca Forasiepi, ambientalista di Extinction Rebellion e Micherle Urbano di Legambiente «Il Comune, chiedono, in un momento critico per la salute dell’ambiente non sa che un albero maturo ha un’azione mitigatrice più alta del 70% rispetto a un alberello che per svolgere lo stesso compito, ha bisogno di aspettare circa vent’anni»? —

Rossella Lucchesi

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