Sicurezza
Fazzi si presenta agli elettori Nel Pd resta il nodo Remaschi
La capolista Dem spiega il motivo della candidatura e punta su cultura e sanità Sul caso dell’assessore uscente una direzione regionale nei prossimi giorni
lucca
Il Pd prova a guardare avantiin vista delle regionali di settembre. E tenta di mettere alle spalle il caso Remaschi, che ancora però non ha una soluzione netta. Lo fa in particolare l’area “zingarettiana” del partito, che ieri ha presentato la capolista in provincia di Lucca Francesca Fazzi.
Al suo fianco, nel giardino degli osservanti (dove sono arrivate oltre 70 persone) il presidente del consiglio comunale Francesco Battistini e il sindaco Alessandro Tambellini. In platea, tra gli altri, il vicesindaco Giovanni Lemucchi e l’assessore Francesco Raspini, oltre all’ex sindaco Pietro Fazzi, fratello di Francesca. Quest’ultima ha spiegato di aver deciso di accettare la proposta di candidarsi sulla scorta di quanto vissuto durante il lockdown: «Sono stata spinta dalla necessità di affrontare un’emergenza sanitaria che sarà anche emergenza economica. Le piccole e grandi imprese dovranno affrontare momenti difficili e queste sono elezioni forse meno sentite di comunali e politiche, ma comunque importanti per il nostro territorio».
I punti centrali dell’impegno di Fazzi saranno legati alla sanità («ci siamo resi conto in questi mesi di come sia importante questo tema») e all’inclusione per i disabili. Ma - vista anche la sua attività professionale - la candidata non può non citare la cultura: «Penso alla necessità di intensificare il lavoro su questo versante, da Puccini alla valorizzazione dei musei e delle strade storiche. Poi ci sono i nodi della viabilità, della scuola e dell’istruzione, temi di grande valore».
Per il Pd lucchese - ma a questo punto per l’intera coalizione di centrosinistra - resta da sbrogliare il nodo legato alla candidatura dell’assessore regionale uscente Marco Remaschi. La questione dovrebbe essere affrontata in una direzione regionale che all’inizio sembrava dovesse essere convocata per ieri, ma che invece probabilmente si terrà nei prossimi giorni.
Sul piatto c’è anche l’alleanza con Demos, il movimento in quota al quale si è presentato Remaschi, che ha lasciato definitivamente il Pd dopo che il suo nome non era stato inserito nelle liste. Demos, infatti, potrebbe arrivare a una rottura complessiva con il Pd, per problemi che non si esauriscono con il caso Remaschi. Sul caso, ieri, è intervenuto anche il coordinatore regionale di Demos, Lorenzo Marchi, che accenna a una frenata proprio sulle candidature, in particolare quella dell’ex sindaco di Coreglia: «L'entrata in Demos di Remaschi, fa parte di un progetto che guarda oltre le elezioni regionali, non si tratta solo di candidature. Demos è un partito giovane che si sta strutturando su tutto il territorio nazionale, le competenze di Remaschi saranno un valore aggiunto su questo percorso che non guarda all'oggi ma al domani. Le cose le vogliamo fare con ragionevolezza e non a tutti i costi, non abbiamo necessità e fretta di un immediato riscontro al nostro lavoro». —
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