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"Lucca com'era": le vene sotterranee che fanno vivere Lucca

Un dettaglio della foto che sarà distribuita in regalo con Il Tirreno
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Un dettaglio della foto che sarà distribuita in regalo con Il Tirreno

Fra gli scatti distribuiti dall’11 agosto quello eccezionale della realizzazione delle fognature in mezzo a via Fillungo

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LUCCA. Sarebbe forse troppo citare Antoine de Saint-Exupéry quando scriveva che “l’essenziale è invisbile agli occhi”. Non fosse altro che il creatore del Piccolo principe volava alto, altissimo, mentre noi ci occupiamo di argomenti più terra terra. Anzi, sotto terra. Perché la nostra raccolta di immagini storiche “Lucca com’era” (sedici foto in regalo da martedì 11 agosto con il Tirreno) racconterà con scatti d’epoca (e d’autore) la realizzazione delle infrastrutture invisibili, ma che sono indispensabili per la nostra vita di tutti i giorni.

Prendiamo ad esempio la foto, scattata da Enrico Cortopassi nel 1933 e conservata oggi dall’Archivio fotografico lucchese “Arnaldo Fazzi” che ce l’ha gentilmente concessa, che ritrae i lavori per la realizzazione della fognatura in via Fillungo. Il tratto è quello tra via San giorgio e via Buia e lo sva fa bella mostra di sé, con travi posate sopra il fossato per raggiungere gli esercizi commerciali.

L'arrivo delle infrastrutture idriche e fognarie nei centri urbani italiani è un fenomeno che risale ai primi decenni del ’900 e riguardò inizialmente le reti di acquedotto la cui costruzione migliorò sensibilmente le condizioni igieniche e di vivibilità delle città stesse. «A Lucca la costruzione dell'acquedotto civico risale ai primi anni Venti- spiega Andrea De Caterini, amministratore delegato e direttore di Geal -. Era il 2 ottobre 1925 quando il Principe di Udine venne a Lucca su delega del Re Vittorio Emanuele II a presenziare all’arrivo della prima acqua dell’acquedotto civico che giungeva nel centro storico. La cerimonia si svolse nel Cortile degli Svizzeri e segnò la svolta per la storia di Lucca: finalmente la nostra città poteva contare su un nuovo acquedotto civico. La posa della prima pietra era stata tre anni prima, nel 1922, e in quei tre anni vennero costruiti i pozzi e la centrale in località Salicchi e soprattutto la prima rete civica».

Pochi anni dopo iniziò anche la costruzione delle fognature la cui realizzazione fu fondamentale per risanare gli ambienti urbani. I lavori in via Fillungo, ritratti nello scatto che sarà regalato ai nostri lettori, mostrano la posa di un tubo in gres. «Il gres - spiega ancora De Caterini - è un prodotto ottenuto con una selezione di argille cotte ad alta temperatura. È ancora oggi utilizzato nelle infrastrutture idriche e fognarie, dopo una raffinazione nel tempo dei processi di produzione. Durante la cottura ad elevata temperatura, la materia prima impiegata è portata allo stato di miscrofusione. Si tratta di tubazioni ad alta resistenza che rimangono in molti casi ancora oggi valide e funzionanti, mentre talvolta il punto di maggiore fragilità riguarda le giunture dei tratti di tubo più esposti alla degradazione dovuta anche ai movimenti che la strada subisce. Il lavoro di risanamento che è stato svolto in questi giorni in via Fillungo, ad esempio, ha riguardato l'inserimento di una “calza impregnata” interna al tubo originario con conseguente catalizzazione e, a indurimento avvenuto, taglio delle estremità della calza nei pozzetti di partenza o arrivo e stuccatura. All'epoca della messa in posa del tubo all'inizio degli anni '30 non esisteva un impianto di depurazione della città di Lucca e i punti di recapito erano sparsi sul territorio, spesso conducevano i reflui direttamente nelle acque di superficie». —
 

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