Il Tirreno

Lucca

Malore in albergo in Messico Muore un tecnico della Fosber

Roy Lepore
Malore in albergo in Messico Muore un tecnico della Fosber

Poletti, 45 anni, è deceduto nel sonno. Era in viaggio di lavoro: trovato nella sua camera

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Si è sentito male a Toluca, città nel Messico, mentre era a letto nella camera di un albergo. Luciano Poletti, soprannominato “Lo Squalo”, si trovava in Centro America per lavoro: è deceduto all’età di 45 anni tra lo sgomento dei familiari, dei colleghi di lavoro e degli amici. Era dipendente della ditta Fosber, con sede a San Martino in Freddana (Lucca), da 25 anni.

«Ha iniziato quando aveva 20 anni a lavorare nell’azienda – dice l’amministratore delegato, Alessandro Panconi – ed era uno dei tecnici più preparati ed esperti. Trascorreva oltre 200 giorni l’anno in giro per il mondo per seguire i nostri clienti. Per lui il lavoro era tutto». E non a caso gli era stato dato il soprannome “Lo squalo”, perché come lo ricordano anche i colleghi macinava ore ed ore di lavoro nell’arco di una giornata.

La Fosber realizza macchinari per cartone ondulato, e una volta che sono stati venduti ai clienti periodicamente partono dalla sede dell’azienda tecnici e operai per andare ad effettuare controlli di routine in tutto il mondo. Panconi era in Messico da luglio, un suo collega Cristian Pardini, che è distaccato e vive in Messico, aveva appuntamento con lui martedì mattina alle 7,30 in albergo per andare insieme da un cliente. «Era passato a prenderlo – dice l’ad Panconi – ma non essendo sceso dalla propria camera ho chiesto spiegazioni agli addetti dell’hotel: insieme a loro così sono salito alla camera bussando per verificare cosa fosse accaduto. Non avendo avuta risposta hanno forzato la porta e purtroppo abbiamo trovato nel letto senza vita Luciano. Inutili i tentativi di rianimarlo, a quel punto sono state avvertite le autorità locali. Verrà eseguita l’autopsia sul corpo – informa Panconi – per stabilire le cause del decesso».

Nel frattempo in Italia sono stati informati dall’azienda i familiari. Poletti era sposato con una ragazza di origine russa, che lavora in una boutique a Forte dei Marmi, con la quale viveva a Stiava: è distrutta dal dolore per la morte improvvisa del marito, come distrutti sono i genitori, il cugino Simone Poletti, che lavora anche lui alla Fosber e gli altri parenti. Ieri appresa la notizia anche diversi colleghi sono piombati nella disperazione più totale. Pur passando, come detto, molti giorni l’anno all’estero, avevano un bel rapporto con lui. «Era un tipo riservato – dice Michele Simoncini, era tifoso della Juventus, e riusciva a tenersi informato sui risultati della sua squadra del cuore anche se si trovava all’estero». Un altro che ha lavorato con lui fino a quando non è andato in pensione, ma è rimasto in contatto con i colleghi, è Tiziano Brunelli. «In occasione del Natale ogni anno ci trovavamo per scambiarci gli auguri – dice – in un ristorante della Darsena a Viareggio. Quest’anno sarà dura poterlo fare, perché Luciano ha lasciato nei nostri cuori davvero un grande vuoto». Prima di poter fissare il funerale, che avrà luogo a Stiava, dovranno essere sbrigate le pratiche burocratiche in Messico. —



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