La manifestazione
La Firenze-Mare e il mantovano volante
Nella serie, dall’11 agosto, anche l’immagine della costruzione dell’attuale A11, dove Nuvolari fece il record di velocità
lucca
Tirava vento forte, ottantacinque anni fa, tra Lucca e Altopascio. Chi si fosse trovato a passare accanto al tracciato dell’autostrada Firenze-Mare, da poco costruita, il 15 giugno 1935, oltre alle raffiche di vento avrebbe sentito un rombo avvicinarsi. E poi un proiettile di metallo, lanciato ben oltre i 300 km all’ora. Seduto all’interno un uomo con “cinquanta chili d’ossa e le mani come artigli”, come avrebbe cantato tanto tempo dopo Lucio Dalla. È Tazio Nuvolari, il mantovano volante, che ha scelto proprio quel tratto di autostrada per battere il primato mondiale di velocità. Ce la farà? Lo vedremo fra poco.
Per il momento concentriamoci non sul protagonista, ma sul teatro. L’autostrada Firenze-Mare, infatti, sarà tra le protagoniste di “Lucca com’era”, l’iniziativa del Tirreno che a partire da martedì 11 agosto consentirà ai nostri lettori di ricevere gratuitamente 16 foto storiche di alta qualità (in edicola ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì) che raccontano il passato della città e del territorio e come Lucca sia arrivata a essere quella che conosciamo oggi. Nello scatto che regaleremo, opera di Enrico Cortopassi e concesso gentilmente dall’Archivio fotografico lucchese Arnaldo Fazzi, si vedono gli operai impaegnati nella costruzione di quella che oggi è l’A11, proprio nel tratto di attraversamento di Altopascio: ne è indizio sicuro l’inconfondibile campanile della cittadina del Tau.
La Firenze-Mare venne costruita, anche per le pressioni del gerarca fascista lucchese Carlo Scorza, dal 1928 al 1932. Inizialmente era a una sola carreggiata e questo consentì di salvare l’integrità dell’acquedotto del Nottolini, seppur “ridisegnando” un’arcata. A inizio anni Sessanta, in pieno boom economico, venne deciso il raddoppio che portò al taglio di cinque arcate e al disegno dell’acquedotto così come lo conosciamo oggi.
E Nuvolari, che abbiamo lasciato mentre sfrecciava a bordo della sua Alfa Romeo bimotore? Nella sua impresa il rivale più temibile fu il vento che a un certo punto lo fece sbandare per oltre 200 metri. Ma Nuvolari, canta ancora Dalla, ha “un talismano contro i mali”. E così riesce a riprendere il controllo dell’auto e a staccare due record mondiali, sul chilometro e sul miglio lanciato, con medie oltre i 320 km/h con una punta di oltre i 360. Missione compiuta, nonostante tutto. —
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