Sicurezza
L’allarme di Confartigianato «Molte imprese chiuderanno»
La previsioni fosche del direttore Roberto Favilla: aumenterà la disoccupazione Particolarmente critica la situazione nei servizi, dove c’è già stato un calo
lucca
Una rondine non fa primavera. E la situazione dell’artigianato a Lucca è difficile, dopo i mesi di chiusura per il Covid. Lo sostiene il direttore di Confartigianato Roberto Favilla, che dai contatti avuti con le aziende ha rilevato una forte propensione alla chiusura, che per alcune sarà addirittura a fine settembre, e per altre tra dicembre 2020 e gennaio 2021.
Al 30 giugno le aziende artigiane nella provincia di Lucca erano 11.128 con un aumento di imprese edili (28 unità) e un calo del manifatturiero (-10). Ma ciò che stupisce è il settore dei servizi, che, dopo anni in cui non ha subito cali, lascia sul campo ben 23 aziende. Tra queste ci sono anche quelle dei servizi alla persona, magari aziende a gestione familiare che non ce la fanno più a far fronte ai vari pagamenti e che, se non ci fosse stato il Covid-19 forse sarebbero andate avanti ancora qualche anno. Ma lo stare chiusi per quasi tre mesi ha inciso, pesantemente, sulla liquidità delle micro piccole imprese dei servizi alla persona.
«Dal nostro modesto osservatorio - dice Favilla - temiamo che, oltre al calo di imprese, ci sia anche una aumento della disoccupazione. C’è un numero significativo di aziende con personale ancora in cassa integrazione ma che, una volta finito il blocco dei licenziamenti non sappiamo che fine farà. Molte nostre iscritte lamentano un calo dei corrispettivi e del fatturato più in generale, per cui è ovvio che se questa situazione persiste i primi a risentirne saranno i dipendenti».
Continuando nell’analisi dei dati della Camera di commercio, Favilla evidenzia come sia aumentato il numero delle società di capitale mentre calano tutte le altre forme imprenditoriali, società di persone, ditte individuali. Dal 2007 al 2019 le società di capitale sono aumentate dell’8,1% sul totale delle imprese, le società di persone sono calate del 2,3% e le ditte individuali del 6,2%. Calano poi, seppur di poco le imprese al femminile, - 0,6%, mentre sono aumentate dell’1,4% le imprese straniere quelle ove la partecipazione delle persone non nate in Italia è superiore al 50%. Riguardo poi alle tre aree in cui è suddivisa la provincia, Lucca e Piana, Mediavalle e Garfagnana, Versilia c’è da rilevare che il calo percentualmente più alto è della Mediavalle e Garfagnana (- 0,5%), mentre Lucca e la piana hanno un calo dello 0,3% e la Versilia con Viareggio e Forte dei Marmi fanno sì che si abbia un incremento di imprese dello 0,2%.
«In altre province - dice Favilla - della Toscana si registrano anche dati peggiori, ma dobbiamo pensare al nostro e cercare di individuare misure di sostegno anche a livello locale per aiutare le imprese». Il differimento nel tempo del pagamento di tributi con una rateizzazione il più possibile dilazionata, come suggerito da noi già da qualche tempo, è veramente indispensabile. Se dovesse rimanere fermo al 30 settembre il termine per pagare tutto ciò che è stato congelato nei mesi passati sarebbe un disastro.
Favilla invita le istituzioni a contattare le associazioni di categoria per cercare di individuare quali potrebbero essere le misure da adottare per evitare una ripresa dopo la pausa estiva che temiamo sarà molto calda. —
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