Adottato a Montecarlo il nuovo Piano operativo
montecarlo
Il 31 luglio il consiglio comunale di Montecarlo ha adottato il Piano operativo.
«L’amministrazione – si legge nella nota del Comune – ringrazia lo studio Bedini e lo studio Ingeo che hanno redatto il Piano operativo, rispettivamente per la parte urbanistica e la parte geologica, oltre agli uffici comunali, che hanno collaborato. Il Piano costituisce lo strumento di gestione del territorio con cui noi tutti ci dovremo confrontare. È stato un percorso lungo per la sua formazione, che ci ha visto confrontare con cittadini, categorie professionali e associazioni nelle riunioni pubbliche, e che ha portato alla presentazione di 100 contributi, che hanno riguardato l’intero territorio, con richieste di inserimento di vari interventi. Il Piano Operativo adottato è finalizzato al riconoscimento della qualità formale e paesaggistica del territorio e alla valorizzazione degli insediamenti esistenti, in primis il centro storico. Il Piano operativo rispetta le previsioni del Piano strutturale, e gli interventi prevedibili nel primo Piano operativo sono stati valutati in base al periodo di validità quinquennale dello stesso. Si deve infatti riflettere sul fatto che tali interventi prevedibili nel primo piano, relativi ad attrezzature e servizi e infrastrutture viarie, servizi pubblici, devono essere misurati alle possibilità finanziarie per la loro progettazione e realizzazione. Il Piano operativo ha preso atto dei valori espressi dal patrimonio territoriale e ne ha approfondito le conoscenze, ha rilevato e disciplinato gli interventi sul paesaggio con un rilevamento attento teso a non vietare, ma a trovare le migliori soluzioni degli interventi possibili».
«Il Piano – chiude la nota – ha dettato regole per la qualificazione energetica e il costruire sostenibile, sia per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, sia per gli interventi di nuova edificazione. Ha previsto l’innovazione e la diversificazione del sistema produttivo-economico attraverso il recupero di manufatti direzionali-commerciali dismessi, fuori del territorio urbanizzato, incentivando l’insediamento di attività innovative di servizio e di terziario avanzato e lo sviluppo e la qualificazione del settore ricettivo; la promozione del prodotto vino e dell’enoturismo; il riuso di edifici urbani e rurali adibiti al ciclo produttivo del vino e al turismo rurale».
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