Sicurezza
Il paese di Ruota ricorda don Aldo ucciso a 32 anni
Capannori
Era il 4 agosto del 1944. Oggi, 76 anni fa. Quel giorno, sugli spalti delle Mura di Lucca, a pochi metri da Porta Elisa, si consumò uno dei tanti atti di violenza che accompagnarono l’occupazione nazifascista del nostro Paese. Solo un mese dopo Lucca sarebbe stata liberata, ma tra i tanti, troppi, che non poterono partecipare a quella festa vi fu anche un giovane prete, don Aldo Mei, la vittima di quel gesto di violenza consumato a due passi da Porta Elisa e oggi ricordato da una lapide.
Don Aldo Mei era stato arrestato due giorni prima nella chiesa di Fiano, di cui era parroco. La sua “colpa”? Aver dato rifugio a perseguitati politici ed ebrei. Portato sugli spalti di Lucca fu costretto a scavarsi la fossa, prima di essere crivellato a morte dai proiettili nazisti.
Domani il suo paese natale, la frazione capannorese di Ruota, ricorderà questo suo figlio ucciso ad appena 32 anni. Alle 21 sul piazzale della chiesa di San Bartolomeo sarà proiettato il video del reading di letture in prosa e poesie, a cura di Luciano Luciani, “Don Aldo e i suoi fratelli, testimonianze di fede e passione per gli ultimi”. Gli interpreti sono Simona Generali, Sandra Tedeschi e Andrea Faver, mentre gli autori dei testi sono Luisa Mei, Elena Bono, Mario Tobino, Guglielmo Petroni, Lino Lista, Fabio Strinati e Kenneth Patchen. Il commento musicale è a cura della violinista Maria Elena Lippi.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Capannori, in collaborazione con la Provincia di Lucca, l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in provincia di Lucca, la Parrocchia di Ruota e l’Associazione culturale Presepe Vivente di Ruota 1990. Per l’amministrazione comunale sarà presente la consigliera Claudia Berti. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
