Il Tirreno

Lucca

Vendite giudiziarie 

Ritorna all’asta Villa Grassini, il Comune ci pensa

Nicola Nucci
Ritorna all’asta Villa Grassini, il Comune ci pensa

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PORCARI

Torna all’asta la storica villa Grassini, ai piedi della collina della Torretta. Dopo alcune vendite andate deserte, la prossima udienza sarà fissata per gennaio, in seguito alla perizia del consulente tecnico che dovrà stimare il complesso immobiliare risalente al Seicento. Una procedura che sarà eseguita a breve.

Una vendita forzata di un immobile che appartiene alla storia del paese. Lo storico edificio, ristrutturato negli anni duemila, comprende una parte ampia del complesso gestita dal curatore fallimentare, ma anche una parte esclusa dalla procedura e adibita ad appartamenti: uno di questi alloggi è appartenuto anche alla famiglia di Vittorio Gassman. Il Comune di Porcari ha avviato alcune valutazioni per capire se ci sono le condizioni per acquisire la storica dimora, con un’operazione simile a quanto fatto per le ex scuole dorotee. «L’edificio è stato ristrutturato e al suo interno ci sono anche delle aule utilizzate per finalità congressuali - dice il sindaco Leonardo Fornaciari - una parte del complesso, in seguito ad alcune difficoltà, è gestita dal curatore fallimentare. L’ipotesi per la villa è di un recupero e valorizzazione anche con finalità ricettive». Un'ipotesi che era stata avanzata qualche mese fa dall’ex sindaco Alberto Baccini. Dopo l’ultimo restauro effettuato nel 2002, la dimora è andata in malora. Negli anni non sono mancati appelli per far tornare la villa all’antico splendore. Nel 2004 si era parlato anche di un progetto per la realizzazione di un parco privato. Nell'ottica della tutela del monumento il Comune è disposto a valutare una possibile destinazione di recupero, «purché sia mantenuta l’integrità architettonica» sottolinea il primo cittadino che considera la villa come parte integrante nella valorizzare della Torretta. Le origini del palazzo ubicato accanto alla chiesa di S. Giusto, risalgono alla fine del XV secolo. Fu costruito dalla illustre famiglia patrizia di mercanti lucchesi Di Poggio, succeduti alla nobile famiglia dei Porcari a metà del 1400. —

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