Sicurezza
Addio a Giulio Lazzarini: portò il centrosinistra alla guida della città
Commercialista di professione, aveva 93 anni: fu in carica dal 1994 al 1998. Lascia cinque figli
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La notizia, ieri mattina, si è sparsa velocemente. È morto a 93 anni di età Giulio Lazzarini, sindaco di Lucca dal 1994 al 1998, primo esponente del centrosinistra a palazzo Orsetti. Commercialista di professione, presidente dell’ordine, lascia cinque figli: Guido, Giorgio, Anna, Carlo e Franca. La moglie, Adelina Santarlasci, era morta due anni fa.
Tantissimi i messaggi di cordoglio e di ricordo dell’amministratore pubblico e della persona. «Giulio non è stato solo un riferimento per la mia esperienza politica, è stato anche un amico vero, prima di mio padre e poi mio, una presenza costante nella mia vita fin da giovane»: così il consigliere regionale Pd Stefano Baccelli, che prosegue: «non è un caso che sia stato il primo eletto direttamente dai cittadini, è una diretta conseguenza del suo legame sincero e del suo amore ricambiato per Lucca e per i lucchesi. Grande professionista padre e marito di Argentina, la loro grande e bella famiglia è l'ennesima dimostrazione della sua eccezionale persona». A testimonianza del loro rapporto Baccelli ricorda anche alcuni episodi personali della loro amicizia: «Giulio lo incontravo nella sua casa di via Sandei andando a studiare dal mio amico Carlo ed è stato lui a portarmi per la prima volta a volare. E poi i mille racconti delle avventure con mio padre e della loro, della nostra Lucca. La città e la comunità perdono senza dubbio un punto di riferimento, a noi il compito di trasmetterne alle nuove generazione i suoi valori ed i suoi insegnamenti».
Commosso anche il ricordo del presidente della Provincia Luca Menesini: «La perdita di Giulio Lazzarini è una perdita enorme per tutta la città. Nonostante la sua veneranda età, Giulio è sempre stato un punto di riferimento per la vita politica e non solo di Lucca. Una persona che sapeva guardare oltre le apparenze e aveva sempre una visione molto chiara del futuro e di come le azioni dell'oggi si sarebbero potute riflettere sul domani della comunità. Ma se ne va anche un personaggio di spicco di quella tradizione cattolico-democratica lucchese che, dal Dopoguerra in poi, ha dato un contributo determinante allo sviluppo e al benessere del nostro territorio. Ha messo al servizio della comunità la sua esperienza professionale e umana, senza mai risparmiarsi e divenendo, in questo modo, fautore di uno dei primi movimenti civici nati nel nostro Paese, quella “Vivere Lucca” alla quale in molte parti d'Italia si sono ispirati negli anni che sono venuti, che ha rappresentato una delle prime coalizioni che tendevano all'unità del centrosinistra, mettendone insieme e facendo sintesi delle varie anime, ma che è anche stato un “laboratorio” politico per molte persone. Un'esperienza che ha, di fatto, anticipato quello che sarà L'Ulivo di Romano Prodi. Ci mancherà la sua esperienza.
«Ci mancherà la sua visione politica e sociale. Ma soprattutto ci mancherà la sua umanità che lo ha sempre caratterizzato e che ne ha fatto uno dei personaggi che maggiormente ha caratterizzato Lucca in questo scorcio di secolo». —
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