La manifestazione
Marchetti capolista per Forza Italia
Ieri il capogruppo uscente degli azzurri ha accompagnato Susanna Ceccardi a un incontro con alcune cartiere
capannori
Ieri Maurizio Marchetti, capogruppo ucente per Forza Italia in consiglio regionale, è stato un po’ l’angelo custode di Susanna Ceccardi, la candidata del centrodestra a Governatore, nella sua visita nella Piana di Lucca. Una posizione, quella dell’ex sindaco di Altopascio, che non è passata inosservata e che di fatto scolpisce nella roccia il fatto che Marchetti sarà il capolista di Forza Italia nella nostra provincia. Il numero uno di un elenco che ancora è in costruzione, ma che comunque conterrà nomi di Lucca, Piana, Valle del Serchio e Versilia.
Durante un comizio tenuto al bar Morè di Marlia, Ceccardi ha spiegato di «aver avuto modo di confrontarmi con molte realtà produttive della provincia di Lucca che rappresentano l’eccellenza nel loro settore. Dalla mancanza di infrastrutture, alla burocrazia, alle scelte urbanistiche e normative della regione, la voce degli imprenditori, dal settore lapideo a quello cartario passando per il turismo è una sola: quella di lavorare e creare occupazione e ricchezza sul territorio. Il governatore Rossi ieri ha attaccato le imprese. Secondo lui, molte di loro hanno ingiustamente messo in cassa integrazione i propri dipendenti. Le imprese che non sanno o meno se rimarranno aperte, che altrimenti sarebbero state costrette a licenziare migliaia di persone, secondo lui non dovevano essere aiutate durante il lockdown. Per fortuna tra due mesi gli imprenditori non dovranno più confrontarsi con un'ideologia retrograda che vuol mettere al tappeto il tessuto produttivo della Toscana. Perché sono proprio le imprese che con Irap ed una tassazione soffocante, pagano lo stipendio alla classe politica».
Nel pomeriggio Marchetti e Saccardi avevano incontrato, nei loro stabilimenti, i vertici di Lucart e Mondialcarta: «Senza un impianto di filiera dove smaltire gli scarti di lavorazione il polo cartario lucchese non può crescere e nemmeno sopravvivere troppo a lungo. La sinistra per anni ha risposto al grido d’allarme delle imprese con tavoli di confronto, noi al posto delle chiacchiere faremo i fatti», ha detto Marchetti. «Oggi come oggi le imprese sono costrette o a conferire in discarica la quota di scarto residuo della lavorazione, con un peccato anche per l’ambiente, o a trasferirla all’estero per lo smaltimento e valorizzazione, con un costo privo di logica. In Toscana è mancata la volontà politica da parte delle sinistre di governo regionale. Serve un impianto di filiera, noi lo faremo». —
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