Sicurezza
Assolti dal giudice per frode fiscale i fratelli Fenili
Il processo riguardava episodi di alcune sovra fatturazioni per operazioni inesistenti nell’ordine del 750 per cento relative a 7-8 anni fa
SEGROMIGNO IN MONTE
Assolti per non aver commesso il fatto. Manca la prova per poter condannare - con l’accusa di frode fiscale e in particolare di una sovra fatturazione per operazioni inesistenti nella percentuale del 750 per cento - i fratelli Giovanni e Stefano Fenili, rispettivamente 63 e 58 anni, già direttori commerciali della «Fenili Calzature srl» con sede a Segromigno in Monte e che era una delle imprese più floride e famose al servizio di marchi internazionali della calzatura. Il giudice Raffaella Poggi ha accolto la tesi della difesa dei due imprenditori - affidata al professor Enrico Marzaduri - e nonostante il diverso parere dell’accusa (retta dal pm onorario Francesco Carlesi) ha assolto dall’ipotesi accusatoria i due imputati che nel 2015 erano finiti nei guai per un’indagine della Tributaria della Guardia di Finanza che, sotto la direzione del sostituto procuratore Aldo Ingangi, aveva scoperto una maxi evasione fiscale pari a oltre 3,5 milioni. Successivamente, a tre anni dal rinvio, a giudizio i fratelli Giovanni e Stefano Fenili erano stati condannati dal giudice Simone Silvestri con il vincolo della continuazione a 2 anni e mezzo di reclusione ottenendo i benefici di legge. Inoltre, nel gennaio del 2018, il giudice aveva disposto la confisca per equivalente dei beni nella disponibilità dei due imprenditori in solido sino a 78mila euro.
Secondo la Tributaria, attraverso un meccanismo di alta ingegneria fiscale, venivano create aziende«clone» con passaggio di denaro su conti correnti in paradisi fiscali (Seychelles) e infine con il deposito su conti cifrati in banche svizzere. Per la Finanza sarebbero stati nascosti al fisco 3,5 milioni di euro. E ai due fratelli contestato un maggior reddito di 1,5 milioni. —
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