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Lucca

«Meno cemento e più aree verdi», 950 firme per dire no alla piazza coperta

«Meno cemento e più aree verdi», 950 firme per dire no alla piazza coperta

Il comitato Amici del Porto della Formica le ha presentate in Comune ieri mattina per chiedere la modifica del progetto

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Nessuna nuova costruzione nell’area Gesam, tra via Consani, via Guidiccioni e via Nottolini. E poi il recupero del Chiesone e «la salvaguardia delle strutture archeologiche interrate». Sono queste le richieste del comitato “Amici del Porto della Formica” presentate in Comune e sostenute da 950 firme raccolte tra i residenti di San Concordio. I rappresentanti del comitato infatti, ieri mattina si sono ritrovati davanti a Palazzo Orsetti dove hanno esposto uno striscione e ripercorso le tappe di una protesta che portano ormai avanti da anni. Il progetto dell’amministrazione comunale - inserito all’interno dei quartieri social e finanziato con oltre 6 milioni di euro - prevede infatti, la realizzazione di una piazza coperta ma anche la costruzione di locali da destinare alle associazioni e di un parcheggio interrato. «Questa è la seconda petizione che presentiamo all’amministrazione Tambellini sulla piazza coperta - spiegano i rappresentanti del comitato - la prima, presentata esattamente un anno fa, il 26 luglio 2019, è rimasta finora senza risposta, quindi ci riproviamo. Sono 950 schede nominative - aggiungono - e per prima cosa vorremmo ringraziare tutti i concittadini che hanno risposto, dimostrando senso civico e attaccamento al loro quartiere e alla loro città». Giovedì scorso, la protesta del comitato era esplosa per il taglio di tre alberi - due cedri del Libano e un acero - nell’area di piazza Aldo Moro dove è in corso la realizzazione di un parcheggio, anche questo un progetto inserito nei quartieri social di San Concordio. Alcuni rappresentanti del comitato si erano introdotti nell’area del cantiere per impedire che gli alberi venissero tagliati ma poi, dopo l’intervento del sindaco Alessandro Tambellini, arrivato sul posto, i lavori sono ripresi e i tre alberi sono stati tagliati. In quell’occasione sono partite anche alcune denunce e una delle manifestanti, Clara Mei, è stata portata fuori di peso dalle forze dell’ordine. E ieri, davanti a Palazzo Orsetti c’era anche lei, anima del comitato: «Non è vero che il sindaco è stato disponibile - ha detto - quando ci hanno coinvolti il progetto era già immodificabile perché se fosse stato modificato sarebbe andato perso il finanziamento».

Per quanto riguarda l’area Gesam, la proposta alternativa del comitato presentata in primis ai residenti di San Concordio sotto forma di “referendum autogestito” prevede: nessuna nuova costruzione, la riduzione della cementificazione esistente e la sistemazione dell’area a verde ma anche il recupero del “Chiesone”, la salvaguardia dei resti dell’antico Porto Fluviale della città di Lucca e la realizzazione di parcheggi di superficie più numerosi ed economici. Una proposta accolta da 950 persone.

«Il processo partecipativo del Comune - attacca il comitato - è stato fatto solo per avere il consenso su progetti ormai immodificabili e il tavolo di confronto che abbiamo chiesto insieme a un altro centinaio di cittadini non è stato mai convocato perché l’amministrazione comunale non poteva e non voleva accogliere nessuna delle nostre richieste, neppure le piccole modifiche». Fra queste ad esempio l’eliminazione della strada che copre le aree archeologiche, l’avvio dell’indagine archeologica nel bacino vero e proprio del porto, «che non è mai stato scavato visto che l’indagine archeologica è stata fatta solo sulla darsena, di cui sono state trovate intatte le strutture murarie, le bitte ecc...» e l’abbassamento dell’altezza della piazza coperta di 16,25 metri (l’edificio più alto dell’intorno è di 11,90 metri), ecc... «Abbiamo anche fatto un appello nel consiglio comunale - concludono - fatto presentare una mozione e un’interrogazione consiliare cui non è mai stato risposto, presentato corposi contributi prima al Piano strutturale, poi al Piano operativo, che non sono mai stati presi in considerazione. Altro che ascolto: il Comune si è sempre rifiutato di ascoltarci». —

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